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Circolare del Ministero delle Finanze (CIR) n. 222 /E del 30 novembre 2000

 

by www.finanzaefisco.it

OGGETTO: Accertamento induttivo ex art. 55 del DPR n. 633/72 nei casi di omessa presentazione della dichiarazione. Detraibilità del credito dell’anno precedente non richiesto a rimborso ex art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 471/97.


L’argomento oggetto della presente circolare è stato esaminato in occasione della riunione tenutasi il 28 giugno 2000 con i responsabili dei Servizi di Consulenza Giuridica delle Direzioni Regionali delle Entrate. Al riguardo, si partecipano le definitive determinazioni cui è pervenuta la scrivente sulla base anche delle osservazioni emerse nella predetta riunione o successivamente pervenute dalle Direzioni Regionali.

L’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, prevede che, in sede di accertamento, ai fini della determinazione dell’imposta sul valore aggiunto dovuta devono essere computati in detrazione:

  • tutti i versamenti effettuati relativi al periodo d’imposta;
  • il credito dell’anno precedente non richiesto a rimborso;
  • le imposte detraibili risultanti dalle liquidazioni regolarmente eseguite.

La norma non chiarisce se la detrazione del credito relativo all’anno precedente spetti anche nell’ipotesi di cui all’articolo 55 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, relativo all’accertamento induttivo per omessa presentazione della dichiarazione annuale.

A tal proposito, la Corte di Cassazione, con sentenza del 2 ottobre 1996, n. 8602, ha stabilito il principio secondo cui, in ipotesi di accertamento induttivo effettuato ai sensi dell’articolo 55 del D.P.R. n. 633 del 1972 in presenza di omessa presentazione della dichiarazione annuale, si deve tenere conto, al fine di determinare l’imposta dovuta, non solo di quella versata, ma anche di quella a credito.

La Suprema Corte con la citata sentenza ha ritenuto che la mancata presentazione della dichiarazione annuale, esponendo il contribuente all’accertamento induttivo:

  • preclude la facoltà di portare in deduzione l’IVA versata sugli acquisti nel relativo periodo, se non registrata nelle liquidazioni mensili o trimestrali;
  • non priva il soggetto sottoposto ad accertamento del diritto di scomputare, dalle somme dovute in base a tale accertamento, il credito maturato nel periodo anteriore, per il quale abbia richiesto la successiva detrazione ai sensi dell’articolo 30 del D.P.R. n. 633 del 1972, tramite annotazione nel registro indicato nell’art. 25 dello stesso decreto.

Il disposto di cui al citato articolo 5, comma 1, del d. lgs. n. 471 del 1997 si ritiene, pertanto, estensibile alla fattispecie disciplinata dall’articolo 55 del D.P.R. n. 633 del 1972, relativa all’accertamento induttivo nell’ipotesi di omessa presentazione della dichiarazione.

Di conseguenza, anche in tale ipotesi deve ammettersi la possibilità di scomputare dall’imposta dovuta non solo i versamenti eventualmente eseguiti e le imposte detraibili ai sensi dell’articolo 19 del DPR. n. 633 del 1972 risultanti dalle liquidazioni periodiche, ma anche il credito maturato nell’anno precedente non chiesto a rimborso e computato in detrazione nel periodo successivo, ai sensi dell’articolo 30 del DPR n. 633 del 1972, previa annotazione nel registro degli acquisti di cui all’articolo 25 dello stesso DPR n.633.

Le Direzioni Regionali vigileranno sulla corretta applicazione delle presenti istruzioni.

IL DIRETTORE GENERALE