F.A.Q.: dichiarazione dei redditi 2006 (anno d'imposta 2005)


Abitazione principale Agevolazioni (regimi agevolati, esenzioni) Familiari a carico, eredi Interessi sui mutui Redditi (tipologie diverse) Ristrutturazioni edilizie Scelta dell’8 e del 5 per mille Servizi telematici, software, modelli Soggetti non residenti Spese, contributi (oneri deducibili e detraibili) Trasferimenti di denaro Versamenti, ravvedimento, rimborsi, codici tributo, maggiorazioni
Abitazione principale Cambio residenza

D. Ho comprato casa in marzo 2005. Entro quanto tempo devo cambiare residenza per poter usufruire delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della prima casa?

R. Le condizioni per poter fruire delle agevolazioni prima casa (imposta registro nella misura del 3 per cento o Iva nella misura del 4 per cento, imposte ipotecaria e catastale in misura fissa di euro 168,00 ciascuna), sono indicate nella nota II-bis all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al Dpr 26 aprile 1986, n. 131; sinteticamente, sono le seguenti:

  1. che l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto, la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la propria attività
  2. che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare
  3. che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui alla stessa norma ovvero di cui alle altre norme da questa richiamate.

Pertanto, nel caso in oggetto, la residenza doveva essere trasferita entro settembre 2006.

Diritto di abitazione del coniuge superstite

D. A seguito di una successione, la casa di abitazione viene divisa in parti percentuali tra il genitore superstite e i figli. Il genitore continua ad abitare in questa casa che per lui è l’abitazione principale. per quanto riguarda l’IRPEF, questa deve essere pagata da tutti gli eredi in proporzione alla percentuale di possesso o ci sono altre disposizioni? Qualora uno dei figli eredi utilizzi anche lui la casa come abitazione principale, ai fini IRPEF, cambia qualcosa?

R. Nella fattispecie descritta nel quesito il coniuge superstite ha esercitato il diritto di abitazione previsto dall’art. 540 del c.c. sull’abitazione coniugale, conseguenzialmente, (pur essendo proprietario, dal punto di vista patrimoniale, solo di parte dell’immobile), ai fini Irpef dovrà dichiarare interamente l’immobile nella propria dichiarazione dei redditi.

Prima casa – Credito per il riacquisto – Abitazione in comproprietà

D.Vorrei informazioni sul credito d'imposta per il riacquisto della prima casa. Ad aprile 2005 ho venduto la mia abitazione, che avevo acquistato con IVA al 4%, a marzo 2006 ho riacquistato direttamente da impresa una prima casa, sempre con IVA al 4%. Devo dichiarare il mio credito d'imposta nel 730/2006 o 730/2007? Come viene rimborsato? Preciso che l'abitazione è in comproprietà con il coniuge al 50%.

R. Nel caso prospettato, come precisato a pag. 14 delle istruzioni per la compilazione del modello 730/2006, il credito di imposta per il riacquisto della “prima casa” previsto dall'articolo 7 della legge n. 448/1998, potrà essere richiesto già nel modello 730/2006, rispettando la percentuale di possesso, come precisato dalla circolare n. 19 del 2001, punto 1.6 terzo periodo. Tale credito è utilizzabile a scomputo delle imposte dovute e l'eventuale eccedenza potrà essere riportata nella dichiarazione successiva. Si rammenta che il credito ammonta al minore degli importi delle imposte pagate sui due acquisti (esempio: se un contribuente ha corrisposto un'imposta di euro 4.000,00 sul primo acquisto e di euro 9.000,00 sul riacquisto, il credito a lui spettante è pari a euro 4.000,00).

Agevolazioni (regimi agevolati, esenzioni) Adozioni internazionali

D. Nel 2005 ho adottato due bambini stranieri, ora ho la necessità di conoscere se è stato reintrodotto il suindicato fondo nella finanziaria 2006 in quanto devo predisporre il mod. 730. Se esiste il fondo, come fare la richiesta di rimborso delle spese effettuate all'estero per l'adozione e in che misura? Se il fondo non è stato reintrodotto nella finanziaria 2006 posso inserire le spese sostenute all'estero nel mod. 730?

R. La legge finanziaria per il 2005 (L. 311/2004, art. 1, comma 152), ha previsto l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di un fondo per il sostegno delle adozioni internazionali, finalizzato al rimborso delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento della procedura di adozione.

Il 28 giugno 2005, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sono state determinate l’entità, i criteri del rimborso e le modalità di presentazione delle istanze che riguardavano le adozioni effettuate nel 2004.

Il comma 348 dell’art. 1 della legge finanziaria per il 2006 (L. 266/2005), ha autorizzato la spesa, a favore di questo fondo, di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 e ha stabilito che con un nuovo decreto verranno determinate le modalità di erogazione dei rimborsi per i prossimi tre anni. A tutt’oggi il decreto non è ancora stato emanato.

Si consiglia di consultare il sito internet: http://www.commissioneadozioni.it/.

Per quanto riguarda l’IRPEF, l’art. 10, comma 1, Lettera l bis) del TUIR, prevede la deducibilità del 50% delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento delle procedure di adozione dei minori stranieri certificate dall’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione.

Tra le spese deducibili sono comprese ad esempio quelle riferite all’assistenza che gli adottanti hanno ricevuto, alla legalizzazione dei documenti, alla traduzione degli stessi, alla richiesta di visti, ai trasferimenti, al soggiorno, alla eventuale quota associativa.

La deduzione spetta in base al principio di cassa, quindi nel periodo in cui le spese sono state effettivamente sostenute.

Nel mod. 730 le spese deducibili vanno indicate nel rigo E 24 con il codice “5”. Le due agevolazioni sono cumulabili.

Regimi agevolati – Familiari a carico

D. Le deduzioni per oneri di famiglia possono essere scomputate dall'imposta sostitutiva relativa al reddito agevolato ai sensi dell’art. 13 della Legge 388/2000?

R. Posto che l’art. 12 del Tuir dispone che dal reddito complessivo si deducono gli oneri di famiglia, ne consegue che, in assenza di altri redditi, oltre a quelli assoggettati all’imposta sostitutiva, ai sensi dell’art. 13, L. n. 388/2000, il contribuente non potrà avvalersi di tali deduzioni.

Regimi agevolati – Nuove attività

D. Quando una attivita’ puo’ considerarsi prosecuzione della precedente per beneficiare del regime fiscale agevolato previsto dalla finanziaria per le nuove attivita’?

R. Il comma 2, lettera b), dell'articolo 13 della legge 29 dicembre 2000, n. 388, dispone che è possibile accedere al regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo a condizione che "l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo...". É comunque considerata mera prosecuzione dell'attività in precedenza esercitata quell'attività che presenta il carattere della novità unicamente sotto l'aspetto formale ma che viene svolta in sostanziale continuità, utilizzando, ad esempio, gli stessi beni dell'attività precedente, nello stesso luogo e nei confronti degli stessi clienti. Pertanto, al fine di poter fruire correttamente di tale beneficio è necessaria una verifica caso per caso.

Ulteriori informazioni sono reperibili nella Circolare n. 8/E del 26 gennaio 2001 contenente risposte a quesiti sull’applicazione dei regimi fiscali agevolati.

Borsa di studio – Esenzione

D. Le somme percepite a titolo di borsa di studio del dottorato di ricerca vanno indicate nel modello unico?

R. La borsa di studio del dottorato è da considerarsi reddito esente, se erogata in base alla legge 30 novembre 1989, n. 398.

Soggetti disabili – Agevolazioni

D. Quali sono le agevolazioni fiscali previste per i disabili?

R. In base all’attuale normativa, le principali agevolazioni fiscali per le persone disabili riguardano:

  • la deduzione dal reddito imponibile di un importo, variabile in base al reddito, per figli a carico
  • per il settore auto, la detrazione Irpef del 19 per cento sul costo di acquisto, l’Iva agevolata al 4 per cento, l’esenzione dal bollo auto e dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà
  • l’acquisto di mezzi di ausilio e di sussidi tecnici e informatici
  • l’abbattimento delle barriere architettoniche
  • le spese mediche generiche e di assistenza specifica, interamente deducibili dal reddito complessivo
  • le spese per l’assistenza personale.
Familiari a carico, eredi Cittadino extracomunitario

D. Devo compilare il modello unico, quadro “familiari a carico” per un extracomunitario residente in Italia i cui familiari non sono pero’ qui residenti. Il problema e’ che il modello richiede l’indicazione del codice fiscale, e questo non viene rilasciato se i familiari non vivono in Italia. Come posso fare per poter far usufruire, comunque, delle deduzioni per familiari a carico?

R. Le deduzioni per familiari a carico relative a un extracomunitario sono disciplinate dalla legge 24/11/2003, n. 326, articolo 21, comma 6, e chiarite in dettaglio dalla circolare 22/E dell’8/6/2004, punto 2, dove vengono precisati i requisiti e la documentazione da produrre.

Si precisa, comunque, che la mancata attribuzione del codice fiscale ai familiari non residenti non è condizione di decadenza dal beneficio fiscale e, quindi, anche la conseguente omissione dello stesso nella dichiarazione non cancella il diritto. Questa omissione, infatti, non è neanche errore bloccante nel software per la compilazione di Unico 2006 messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate sul proprio sito internet. Resta comunque l’obbligo, da parte del dichiarante, di possedere la documentazione probante prevista dalla circolare citata, laddove richiesta dagli uffici locali.

Coniuge superstite – Termini di presentazione

D. Entro quale termine va presentato il mod. 730 per un soggetto deceduto il 19 aprile del 2006? A quale norma si fa riferimento?

R. Il Modello 730 non può essere utilizzato per i redditi dei contribuenti deceduti. Visto che il decesso è avvenuto ad aprile 2006, andrà presentato, per i redditi 2005, il Modello Unico 2006 entro il 31/01/2007. Vedasi istruzioni Unico 2006, pag. 11/12.

Coniuge superstite - Soggetto passivo

D. Mio cognato è deceduto a marzo 2006, la moglie è in vita, deve fare lei il modello 730 o lo deve fare a nome del defunto?

R. Innanzitutto occorre verificare se la persona deceduta era obbligata o meno alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Nel caso di obbligo, la dichiarazione da presentare è il modello Unico, in quanto non può essere presentato il modello 730 per i contribuenti deceduti. Deve essere presentato con i dati e a nome del soggetto deceduto e va compilato il riquadro “Riservato a chi presenta la dichiarazione per altri” con i dati di un erede, presumibilmente la moglie, che firmerà la dichiarazione.

Coniuge titolare di pensione di invalidità

D. Puo' essere considerato fiscalmente a carico il coniuge titolare di sola pensione di invalidita' pari a 3.050 euro nel 2005?

R. Le pensioni di invalidità, se costituite da sussidi corrisposti dallo Stato e da altri enti pubblici a titolo assistenziale, sono esenti dall'imposta sul reddito delle persone fisiche e non rilevano ai fini delle deduzioni per i familiari a carico.

Figli a carico – Coniuge mancante

D. Ai fini delle detrazioni spettanti per i figli a carico, quale deve essere la condizione per poter affermare che il coniuge manca?

R. Si deve ritenere che la mancanza del genitore sia ravvisabile, oltre che nell'ipotesi di figlio naturale non riconosciuto, solo nel caso di decesso e non semplicemente quando il genitore manchi perché separato o divorziato. Ai sensi della Circ. n. 55 del 14/06/2001 (punto 2.1), l'esistenza in vita dell'altro genitore impedisce la possibilità di usufruire delle “Deduzioni per oneri di famiglia” (che hanno sostituito le detrazioni dall’anno 2005) nella misura prevista in caso di coniuge mancante.

Figli a carico – Possesso di redditi derivanti da attività sportiva dilettantistica

D. Può essere considerato fiscalmente a carico un figlio possessore di soli redditi derivanti da attività sportive dilettantistiche di importo pari a € 5000?

R. Per effetto delle disposizioni dell'articolo 90 della L. 289/2002 (Finanziaria 2003), "A partire dal 2003 le indennità, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal Coni, dalle federazioni sportive nazionali, dall'Unire, dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegue finalità dilettantistiche e che sia da essi riconosciuto non concorrono a formare il reddito di chi li percepisce per un importo non superiore complessivamente nel periodo d'imposta a 7.500 euro. Per quanto attiene alla posizione di familiare a carico, anche se il reddito percepito è superiore al limite di 2.840,51 euro, il familiare può essere considerato fiscalmente a carico in considerazione del fatto che il reddito percepito, nel caso in specie è esente.

Funzionamento

D. Sono cambiate le detrazioni per familiari a carico. Vorrei capire come funziona il meccanismo della deduzione teorica sulla famiglia: mia moglie è a mio carico e ho un figlio di 2 anni.

R. La deduzione teorica ammonta a 3.200 euro per il coniuge e 3.450 per il figlio di 2 anni; per calcolare la deduzione effettivamente spettante bisogna effettuare la verifica tramite la formula:

78.000 (coefficiente) + deduzione teorica 3.200+3.450 + RN2 (deduzione abitazione principale)+ RN3 (oneri deducibili riporto rigo RP26) – (meno) RN1 colonna 2 (reddito complessivo) : (diviso) 78.000. Se il risultato è maggiore o uguale a uno, la deduzione teorica spetta per intero; se il risultato è maggiore di zero e inferiore a uno, bisogna moltiplicare la deduzione teorica per il coefficiente di deducibilità;se minore o uguale a zero, non spetta alcuna deduzione.

Irpef – Familiari a carico – Calcolo del periodo

D. Mia figlia si e’ sposata il 25/9/2005. Devo considerarla a carico per 8 o 9 mesi?

R. Nella fattispecie, sua figlia potrà essere considerata fiscalmente a carico per nove mesi, a condizione che non abbia percepito nel corso dell’intero anno d’imposta 2005 redditi superiori a 2.840,51 euro (cfr. articolo 12, commi 3 e 4, Dpr 917/86).

Modello Unico – Eredi – Compilazione

D. Mio padre e’ deceduto il 3/2/2005 e ha riscosso la pensione per due mesi; inoltre ha riscosso per un mese l’affitto di una casa. Essendo il totale inferiore ai 3.000 euro, devo presentare il modello Unico?

R. Per tutti i contribuenti, a prescindere dalla tipologia di reddito prodotto, è prevista dall’articolo 11 del Tuir, una “deduzione base” di euro 3.000 che non deve essere rapportata al periodo di lavoro nell’anno. Quindi nel caso in oggetto, l’erede è esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi del padre.

Moglie con partita IVA

D. Sono dipendente e devo fare il 730, mia moglie ha P.Iva con reddito 2005 inferiore a 2.500 Euro, posso considerarla a mio carico per l'anno 2005?

R. Sono considerati fiscalmente a carico i familiari che nell’anno 2005 non hanno possedutoredditi che concorrono a formare il reddito complessivo per un ammontare superiore a euro 2.840,51, è ininfluente la tipologia del reddito.

Nel caso prospettato, poiché sua moglie ha percepito nel 2005 un reddito inferiore al limite previsto dalla legge, può considerarla a carico. Naturalmente, non sarà possibile fare la dichiarazione congiunta, poiché sua moglie, essendo titolare di partita Iva, dovrà compilare il modello Unico comprensivo del modello Iva.

Separazione consensuale - modalità di compilazione

D. Sto redigendo il modello 730/2006. Sono separato consensualmente dal 10 marzo 2005. Nella casella relativa allo stato civile devo indicare separato o coniugato? Se metto 'separato' posso usufruire della deduzione per coniuge a carico per i 3 mesi del 2005? Se così fosse nel prospetto relativo ai familiari a carico devo indicare ilcodice fiscale di mia moglie e barrare al casella “C”?

R. Ai fini della corretta compilazione del frontespizio del modello 730 deve essere indicato lo stato civile risultante al momento della presentazione della dichiarazione. Nel caso prospettato, pertanto, si dovrà barrare la casella n. 4 relativa allo stato civile ed il coniuge potrà comunque essere considerato fiscalmente a carico per 3 mesi se, nel corso dell’intero anno 2005, non ha posseduto un reddito complessivo di ammontare superiore ad euro 2840,51. Se sussiste tale requisito, nel prospetto "familiari a carico" dovrà essere barrata la casella “C” ed indicato il relativo codice fiscale con il numero dei mesi a carico.

Interessi sui mutui Abitazione principale

D. Quali sono gli estremi (della circolare, della comunicazione, altro...) secondo cui gli interessi bancari sull'abitazione principale che possono essere portati in deduzione nell'unico devono essere riferiti all'importo dell'abitazione dichiarato nell'atto di acquisto (66.000 euro) e non all'importo del mutuo concesso (105.000 euro)? In particolare avrei necessità di sapere a partire da quale anno viene applicata tale regola.

R. l'Amministrazione finanziaria, con circolare n. 15 del 20 aprile 2005, paragrafo 4.1, ha chiarito che, fermo restando l'ordinario limite massimo previsto dalla norma, nell'ipotesi in cui l'importo del mutuo sia superiore al costo sostenuto per l'acquisto dell'immobile, comprensivo delle spese notarili e degli altri oneri accessori, la detrazione degli interessi passivi di cui all'articolo 15, comma 1, lettera b), del Tuir deve essere limitata all'ammontare riferibile al predetto costo. Al paragrafo 3 della circolare n. 26 del 31 maggio 2005 l'Amministrazione ha chiarito, inoltre, che lo stesso criterio andava adottato per le annualità pregresse, invitando però gli Uffici a non applicare sanzioni nei confronti dei contribuenti e dei CAF incorsi, in relazione al periodo d'imposta 2003 e a quelli precedenti, nell'errore di calcolo dell'importo detraibile, fermo restando il recupero dell'imposta dovuta e dei relativi interessi

Abitazione intestata al figlio

D. Chi puo’ detrarre gli interessi su un mutuo intestato a due genitori con alloggio di proprietà interamente del figlio?

R. Come previsto dalle istruzioni del modello Unico 2006 redditi 2005 per poter detrarre gli interessi sul mutuo relativi all’acquisto dell’abitazione principale è necessario essere sia proprietari dell’immobile che intestatari del contratto di mutuo. Nel caso prospettato quindi la detrazione non spetta.

Acquisto pro-quota dell’immobile Modello 730 – Dichiarazione congiunta – Coppie non sposate

D. L'anno scorso ho acquistato una casa al 50% con la mia fidanzata e ho iniziato a pagare il mutuo da agosto 2005. Purtroppo ancora ne’ siamo sposati ne’ abbiamo residenza nell`appartamento. Le domande sono le seguenti: Dobbiamo obbligatoriamente fare entrambi il 730? Oppure può scaricare il 100% solo una delle due persone? Il modulo congiunto non possiamo farlo perché NON siamo sposati ne’ conviviamo? Quali sono tutti i documenti che dovremo presentare per la compilazione? Possiamo detrarre anche le spese del notaio?

R. Nel caso prospettato l’immobile acquistato dovrà essere dichiarato ‘pro quota’ (50%), nel Mod. 730 (che nella vostra situazione non può essere presentato in forma congiunta) o nel Mod. Unico da ciascun proprietario. Per poter detrarre gli interessi passivi pagati in relazione al mutuo e per fruire della deduzione per l’abitazione principale è necessario che l’immobile sia adibito ad ‘abitazione principale’ (trasferimento della residenza nell’immobile stesso) entro un anno dall’acquisto. Infatti, l'articolo 15 comma 1, lettera b), del Tuir D.P.R. 917/86 prevede espressamente la possibilità di calcolare la detrazione d'imposta con riferimento agli interessi passivi, agli oneri accessori (tra gli oneri accessori detraibili sono compresi sia l’onorario del notaio con riferimento alla stipula del contratto di mutuo, che le spese sostenute dal notaio per conto del cliente per l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca nonché l’imposta sostitutiva sul capitale prestato - Circolare 95 del 12/05/2000), e alle quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione, relativi a mutui stipulati per l'acquisto di un'abitazione (anche solo nuda proprietà), da adibire a dimora abituale del contribuente. La stessa disposizione stabilisce che il mutuo deve essere stipulato nell'anno precedente o successivo all'acquisto dell'unità immobiliare e che questa deve essere adibita a dimora abituale del contribuente entro un anno dall'acquisto.

Ai fini del ‘visto di conformità’ da parte del CAF sarà sufficiente esibire, anche in copia, il contratto di mutuo e il rogito dell’atto di compravendita

Casa intestata ad un solo coniuge e mutuo cointestato

D. Se il mutuo ipotecario con la banca é intestato ad entrambi i coniugi e la casa (abitazione principale) é intestata ad uno solo di essi, possono detrarre ambedue la relativa quota di interessi passivi o può detrarre solo il proprietario effettivo della casa?

R. L’Agenzia delle Entrate con Circ. 7/E del 26/1/2001 punto 2.3, ha chiarito che per poter detrarre gli interessi passivi su mutuo ipotecario, è necessario che il beneficiario della detrazione debba coincidere con il proprietario dell'unità immobiliare; pertanto nel caso prospettato gli interessi passivi potranno essere detratti solo dal coniuge proprietario.

Coniugi in regime di separazione

D. Una moglie ha acquistato un immobile da destinare ad abitazione principale al 100% con regime di separazione dei beni e la banca ha intestato il mutuo anche al marito. La moglie non e’ fiscalmente a carico del marito. Chi detrae gli interessi passivi sul mutuo?

R. Soddisfatti gli altri requisiti di legge, per poter detrarre gli interessi passivi su mutuo il contribuente deve: 1) essere acquirente, anche in quota, dell’abitazione e intestatario del contratto di mutuo, 2) aver sostenuto la spesa degli interessi passivi. Ciò premesso, nel caso prospettato, il marito non può detrarre perché è intestatario del mutuo ma non acquirente, e la moglie può detrarre solo il 50 per cento, in quanto in caso di mutuo cointestato la quota degli interessi passivi rimasta a suo carico si considera pari alla metà.

Estinzione del mutuo

D. Vorrei estinguere il mutuo sulla prima casa per accenderlo con un altro istituto di credito. E’ vero che facendo cio’ non ho piu’ diritto a detrarre gli interessi passivi del mutuo nuovo, o posso solo detrarli in proporzione al valore dell’immobile dichiarato in atto?

R. Nel caso in cui venga estinto un vecchio mutuo e ne venga acceso uno nuovo di importo non superiore alla quota di capitale residua maggiorata delle spese e oneri correlati, si continua a beneficiare della detrazione per oneri prevista dalla lettera b) del comma 1 dell’articolo 15 del Tuir, anche se il soggetto mutuante è diverso da quello originario (v. circolare 95/E del 12/5/2000).

Genitori cointestatari

D. Sono proprietaria di prima casa al 100% e ho contratto un mutuo, ma risultano come garanti mio padre e mia madre e pertanto cointestatari del mutuo. Posso scaricare gli interessi al 100%?

R. E’ possibile detrarre gli interessi passivi solo per la quota parte risultante dal contratto di mutuo che, nel caso in oggetto, se diviso in parti uguali, spetta nella misura di un terzo.

Mutuo superiore al valore dell’immobile

D. Se il mio mutuo è più alto rispetto al valore dell’immobile, come effettuo il calcolo degli interessi passivi detraibili?

R. Se il mutuo eccede il costo sostenuto per l’acquisto della prima casa possono essere portati in detrazione gli interessi relativi alla parte del mutuo che copre detto costo. Per determinare la quota corretta può essere utilizzata la formula:

costo acquisto x interessi pagati diviso capitale dato mutuo.

Immobile concesso ad uso gratuito ad un familiare

D. Se si acquista un immobile e lo si concede in uso gratuito al figlio, che lo utilizza come abitazione principale, è possibile detrarre gli interessi passivi del mutuo?

R. L’intestatario del contratto di mutuo, acquirente dell’immobile, che lo concede a un famigliare (coniuge, parenti entro il terzo grado) il quale lo utilizza come abitazione principale, può detrarre dall’imposta sul reddito personale la quota degli interessi passivi corrisposti a seguito della stipula del contratto di mutuo con garanzia ipotecaria (art. 15 del D.P.R. 917/86).

Immobile non adibito ad abitazione principale

D. Se per l’anno 2005 e’ stato acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale, ma non ancora utilizzato come tale, gli interessi passivi sul mutuo sono detraibili? E le spese del notaio per il mutuo?

R. Come previsto dall’articolo 15 del Dpr 917/86, sono detraibili dall’Irpef gli interessi passivi e gli oneri accessori relativi a mutui ipotecari accesi per l’acquisto della abitazione principale. Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. La detrazione spetta a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto e che l’acquisto sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo al mutuo.

Pertanto, solo nel caso in cui siano soddisfatte le condizioni sopra descritte, è riconosciuta la detraibilità sia degli interessi che degli oneri accessori, tra i quali vi è l’onorario del notaio per la stipula del mutuo, costo che non è detraibile singolarmente.

IVA

D. Per calcolare gli interessi detraibili devo considerare il costo d'acquisto con o senza IVA per rapportarlo all'importo del mutuo?

R. La formula sui quali calcolare percentuale di interessi detraibili ai fini IRPEF è la seguente: costo di acquisizione dell'immobile x interessi pagati / capitale dato in mutuo (circ. 20/04/2005, n. 15). Il costo di acquisizione è comprensivo di IVA.

Mutuo cointestato

D. Ho stipulato un mutuo cointestato con mia madre (non fiscalmente a carico) per l’acquisto di una casa intestata solo a me. Nell’anno 2005 ho sostenuto interessi passivi e oneri accessori per 1.300 euro. Chiedo se, essendo il mutuo cointestato, possa detrarre tutti i 1.300 euro (essendo inferiori ai 1.807,60 e avendoli sostenuti interamente io, documentati con assegni e bonifici) oppure va detratto il 50% dei 1.300 euro?

R.Per beneficiare della detrazione d’imposta del 19 per cento sugli interessi e gli oneri accessori pagati a fronte di un mutuo ipotecario contratto per l’acquisto della abitazione principale, i contribuenti debbono essere sia proprietari che intestatari del mutuo. Nel caso prospettato, non essendo la madre proprietaria dell’immobile, la stessa non potrà godere di alcuna detrazione, mentre il figlio potrà usufruirne nella misura del 50 per cento. L’unico caso in cui la somma pagata può essere detratta per intero da colui che l’ha sostenuta è quando il mutuo è cointestato con il coniuge fiscalmente a carico (circolare n. 1/E del 3/1/2001).

Mutuo stipulato da un solo coniuge

D. A chi spetta la detrazione sugli interessi passivi nel caso di acquisto dell’abitazione principale effettuato dai coniugi al 50%, mentre il mutuo e’ stipulato soltanto da uno dei coniugi?

R. Il coniuge che ha stipulato un contratto di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale in comproprietà con l’altro coniuge, che non ha stipulato il contratto di mutuo, può esercitare la detrazione in relazione a tutti gli interessi pagati (e non solo sul 50%). Inoltre, ai fini della valutazione di congruità tra capitale preso a mutuo e valore dell’immobile, necessaria per la corretta detrazione degli interessi detraibili, può considerare l’intero prezzo pattuito per l’acquisto dell’immobile quale risulta dall’atto di acquisto (Circolare n. 17 del 18/05/2006).

Mutuo rinegoziato

D. E’ possibile detrarre gli interessi su unmutuo rinegoziato?

R. Come previsto dalle istruzioni al modello Unico 2006 redditi 2005, è possibile detrarre gli interessi passivi sul mutuo relativo all’acquisto della abitazione principale rinegoziato a condizione che le parti contraenti siano le stesse, l’immobile sia il medesimo, e che l’importo del mutuo sia non superiore al residua quota di capitale da rimborsare alla data di rinegoziazione del contratto.

Oneri accessori

D. Nel 2005 avviene l’acquisto di immobile da destinare ad abitazione principale con stipula del mutuo. Nel 2005 vengono sostenuti solo oneri accessori al mutuo (spese notarili, istruttoria, etc.) ma non vengono pagate rate di mutuo. Si possono detrarre dal 730 solo gli oneri accessori?

R. come da istruzioni dei modelli 730 e Unico PF, è possibile detrarre anche solo oneri accessori, a prescindere dalla scadenza delle rate di mutuo.

Spese di incasso

D. Pagando ogni mese la rata del mutuo che ho acceso per l'acquisto della mia prima casa, la banca mi addebita Euro 1,50 come spesa di incasso rata. Posso considerare questa spesa come onere accessorio agli interessi passivi da portare in detrazione all'IRPEF?

R. gli oneri accessori detraibili unitamente agli interessi passivi su mutui per l'acquisto della prima casa, sono costituiti da spese assolutamente necessarie alla stipula del contratto di mutuo (circolare n. 15 del 20/04/2005 punto 4.4); tra gli oneri accessori sono comprese anche le commissioni spettanti agli istituti di credito per la loro intermediazione (cfr. istruzioni Mod. 730 2006 pag. 21, Mod. Unico Persone Fisiche pag. 33).

Spese notarili

D. La parcella del notaio e la perizia della banca per valutare l’immobile ai fini dellaconcessione del mutuo sono oneri detraibili?

R. Le spese notarili per concessione mutuo per acquisto prima casa, nonché le spese per oneri accessori (perizia, accensione mutuo) certificati dalla banca sono oneri detraibili.

Redditi (tipologie diverse) Altri redditi - Fermo pesca

D. Ho ricevuto una certificazione da parte della capitaneria di porto di Ancona relativa ad un “fermo pesca” anno 2005 per 1.358 euro senza ritenute alla quale non è seguito alcun CUD. Devo dichiararlo?

R. Per effetto delle disposizioni di cui all'articolo 6, comma 2, del Tuir, la percezione di compensi in sostituzione di altri redditi non prodotti costituisce materia imponibile da trattare con le stesse modalità della categoria reddituale sostituita. Pertanto, nel caso prospettato, l’indennità percepita per “fermo pesca” dovrà essere dichiarata.

Attività di agriturismo – Quadro utilizzabile

D. Nel modello unico 2005 esisteva nel quadro RG un campo per effettuare l’opzione per l’attivita’ di agriturismo. Nel modello unico 2006 non e’ piu’ possibile esercitare questa opzione. Come si calcola il reddito forfetario del 25% ed in quale rigo si indica il 75% come costo?

R. Tra le novità di Unico 2006, redditi 2005, c’è quella inerente gli imprenditori agricoli che esercitano attività di agriturismo di cui alla legge 730/1985 e che determinano il reddito secondo i criteri previsti dall’articolo 5, comma 1, della legge 413/1991.

Tali soggetti, infatti, non possono più utilizzare il quadro RF o il quadro RG per dichiarare i predetti redditi determinati forfetariamente, ma sono tenuti alla compilazione del quadro RD.

Studi di settore – Chiusura partita Iva – Compilazione

D. Un professionista ha chiuso la partita IVA nel corso del 2006. E’ tenuto alla compilazione degli studi di settore relativamente all’anno d’imposta 2005, anno precedente alla cessazione dell’attivita’?

R. In base all’articolo 2 del Dpr n. 195/1999, una causa di esclusione dagli studi di settore è l’inizio o la cessazione di attività nell’anno anche se l’evento si è verificato il 1° gennaio o il 31 dicembre; pertanto per l’anno d’imposta 2005 è tenuto alla compilazione degli studi di settore.

Compensi per servizi elettorali

D.In quale quadro e rigo del modello 730 devo inserire gli emolumenti percepiti per i servizi elettorali?

R. Gli onorari dei componenti gli uffici elettorali costituiscono un rimborso spese, fisso e non assoggettabile a ritenute o imposte, che non concorre alla formazione della base imponibile, ai sensi dell’art. 9, comma 2, della legge n. 53/1990: chi percepisce tali emolumenti, di conseguenza, non sarà tenuto ad indicarli nella propria dichiarazione dei redditi.

Detrazione conduttore – Locazione transitoria

D. La detrazione d'imposta di euro 495,80 spetta al conduttore dell’immobile in presenza di un contratto di locazione di natura transitoria?

R. La detrazione d’imposta prevista dall’art. 16 del TUIR compete al conduttore dell'immobile esclusivamente in presenza di un contratto di locazione stipulato a norma dell'art. 2, comma 3, e dell'art. 4, comma 3, della legge n. 431 del 1998 (cosiddetti contratti convenzionali), come chiarito dall’Amministrazione Finanziaria nella circolare 95 del 12/5/2000, al paragrafo 6.1.1.

Dividendi Azioni estere

D. Dove vanno dichiarati i dividendi da azioni tedesche su cui la banca ha applicato la ritenuta del 12,50%?

R. I dividendi in questione, percepiti da persone fisiche non titolari di partita Iva relativamente a partecipazioni non qualificate, sono stati assoggettati a ritenuta a titolo di imposta e pertanto non vanno indicati in dichiarazione.

Indennità di maternità – Inquadramento reddito di lavoro autonomo

D. In quale quadro del modello Unico si dichiara l’indennita’ di maternita’ (con ritenuta d’acconto) percepita da una geometra?

R. L’articolo 6, comma 2, del Tuir stabilisce che le indennità conseguite a titolo di risarcimento per la perdita di redditi sono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti. L’indennità di maternità, quindi, è da ritenersi reddito di lavoro autonomo e pertanto va dichiarata nel quadro RE del modello Unico2006.

Lavoratori che trasferiscono la residenza – Modalità

D. La mia famiglia ha la residenza in Campania, ma mio marito, da quasi due anni, lavora con contratto a tempo indeterminato a Bologna. Vorremmo sapere se il contratto stipulato da mio marito per l’affitto di un monolocale puo’ determinare un beneficio fiscale.

R. Come riportato nelle istruzioni ministeriali del modello Unico - Persone fisiche, quadro RP, ai lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro spetta una detrazione sul canone di locazione. Il rigo RP 36 può essere compilato dai lavoratori dipendenti che hanno trasferito la propria residenza nel comune di lavoro o in un comune limitrofo nei tre anni antecedenti a quello di richiesta della detrazione e siano titolari di qualunque tipo di contratto di locazione di unità immobiliare adibita ad abitazione principale degli stessi e situata nel nuovo comune di residenza. Si tenga presente che il nuovo comune di residenza deve essere localizzato a non meno di 100 km di distanza dal precedente e, in ogni caso, al di fuori della propria regione di provenienza e che la detrazione spetta con riferimento a un contratto di lavoro dipendente.

La detrazione è pari a 991,60 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro, e a 495,80 euro, se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro. Se il reddito complessivo supera 30.987,41 euro non spetta alcuna detrazione.

La detrazione va calcolata in base ai giorni dell’anno in cui l’immobile è adibito ad abitazione principale e alla percentuale di spettanza della detrazione.

Lavoratore dipendente - Amministratore di condominio

D. Sono l’attuale amministratore del condominio in cui abito e pertanto devo compilare il quadro AC dell’unico. Tuttavia, in qualita’ di lavoratore dipendente, denuncio il mio reddito compilando il modello 730. Devo presentare due dichiarazioni distinte?

R. Quale amministratore di condominio è possibile avvalersi comunque del modello 730 per usufruire delle facilitazioni previste per questo tipo di dichiarazione. E’ necessario inoltre presentare il quadro AC del modello Unico - Persone fisiche, unitamente al frontespizio, nei modi e nei termini previsti per la presentazione di tale modello.

Lavoratore dipendente e socio di SAS – Società in perdita

D. Un lavoratore dipendente che dal 2005 è anche socio di sas può presentare il 730 se nell’anno 2005 la suddetta società ha chiuso in passivo?

R. La risposta è negativa. Il contribuente che ha percepito redditi (anche se negativi) di impresa anche in forma “di partecipazione” ai fini della dichiarazione dei redditi non può utilizzare il Modello 730 (in tal senso pag. 2 delle istruzioni per la compilazione del Modello 730/2006), ma deve necessariamente utilizzare il Modello Unico.

Lavoratore part-time – Deduzione “no tax area”

D. Se un dipendente fa un part-time verticale di 3 giorni a settimana, per un intero anno, ha diritto alla no tax area riferita a 4.500 euro per 365 giorni oppure va rapportata solo ai giorni retribuiti?

R. La circolare n. 3 del 1998 chiarisce che nessuna riduzione delle detrazioni di lavoro dipendente va effettuata in caso di particolari modalità di articolazione dell’orario di lavoro, quali il part-time verticale o orizzontale, né in presenza di giornate di sciopero. Analoga disposizione viene applicata alle nuove deduzioni per la progressività dell’imposizione; pertanto il calcolo della deduzione teorica di 4.500 euro va riferito alla durata del rapporto di lavoro e non ai giorni di effettiva retribuzione.

Lavoratori dipendenti – Soggetti obbligati – Colf

D. Si vuole sapere se una colf con reddito lordo annuo di 4.564 euro e’ tenuta alla dichiarazione dei redditi modello unico?

R. Tra i soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi sono compresi i lavoratori dipendenti che hanno percepito retribuzioni da privati non obbligati per legge a effettuare le ritenute d’acconto, come nel caso dei collaboratori familiari alle dipendenze di privati.

A tutti i soggetti che producono redditi di qualsiasi natura è concessa una deduzione di 3.000 euro; ai lavoratori dipendenti è, inoltre, concessa una ulteriore deduzione di 4.500 euro da rapportare al periodo di lavoro nell’anno.

Pensione estera – Tassazione

D. Sono un pensionato e percepisco una pensione dalla Germania. Devo dichiarare tale reddito in entrambi gli stati?

R. In base alla Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra l’Italia e la Germania, le pensioni estere percepite da un residente in Italia vengono tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni pubbliche o di pensioni private. In particolare, le pensioni pubbliche estere erogate a un soggetto residente in Italia sono assoggettate a tassazione solo in Italia se il percipiente ha solo la nazionalità italiana, mentre la pensione viene tassata solo in Germania se il percipiente ha anche la nazionalità tedesca. Le pensioni private, invece, sono assoggettate a tassazione solo in Italia.

Proprietario di abitazione - Pensionato

D. Una pensionata INPS vedova e proprietaria di una abitazione deve presentare la dichiarazione redditi?

R. Così come indicato a pag. 6 delle istruzioni al mod. 730/2006 per i redditi 2005 non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi chi ha posseduto un reddito complessivo, al netto dell'abitazione, principale non superiore a euro 7.000 nel quale è compreso un reddito di pensione con periodo non inferiore a 365 gg.

Reddito determinato con criteri forfetari – Studi di settore

D. E’ vero che nel modello Unico 2006 per il periodo d’imposta 2005 anche i contribuenti minimi che hanno tenuto la contabilita’ con regime forfetario devono predisporre gli studi di settore a fini statistici?

R. Nelle istruzioni alla compilazione degli studi di settore 2006, parte generale, a pagina 2, è indicato che “i soggetti che determinano il reddito con criteri "forfetari", ancorché sia precluso nei loro confronti l’accertamento in base agli studi di settore, sono tenuti a compilare il presente modello, ad eccezione dei dati contabili richiesti nel quadro F (per le imprese) o quadro G (per i professionisti)”.

Rediti diversi – Diritto di sporto

D. Si chiede se un contribuente che riceve una somma di denaro a titolo di costituzione di diritto reale di sporto e affaccio su un terreno debba dichiarare tale somma e, in caso affermativo, in quale quadro della dichiarazione dei redditi.

R. La somma di denaro ricevuta per la costituzione di diritto reale di sporto e affaccio da parte di terzi su un terreno concorre a formare il reddito complessivo del percipiente; l’importo ricevuto è infatti classificabile tra i redditi diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera l), del Tuir ovvero redditi derivanti “dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere”.

Il reddito in argomento deve essere dichiarato utilizzando il rigo RL 15 del quadro RL di Unico 2006.

Redditi diversi di natura finanziaria - Pensionato

D. La banca mi ha inviato certificazione relativa a redditi diversi di natura finanziaria specificando che questi vanno inseriti nel quadro RT del modello unico 2006. Essendo io pensionato e non avendo altri redditi all’infuori di quelli pensionistici e quelli relativi alla casa abitazione, posso compilare il mod. 730? E in questo caso in quale rigo devo esporre i redditi diversi?

R. Nel caso prospettato, ai fini della presentazione della dichiarazione dei redditi, potrà senz’altro utilizzare il Modello 730/2006. Inoltre, come peraltro precisato a pag. 5 delle istruzioni per la compilazione del Modello 730/2006, dovrà presentare anche il quadro RT unitamente al frontespizio del Modello Unico 2006, nei modi e nei termini previsti per la presentazione di tale modello.

Redditi di capitale – Interessi percepiti da cassa previdenziale

D. Ho ricevuto una certificazione in base alla quale mi sono stati corrisposti degli interessi da una cassa previdenziale. E’ stata indicata una ritenuta del 12,5%. Tale importo va indicato nella dichiarazione dei redditi?

R. L’articolo 44, comma 1, lettera h), del Tuir, contiene una norma di chiusura, tesa a ricomprendere tra i redditi di capitale gli interessi e gli altri proventi che derivano da rapporti di impiego di capitale non riconducibili a quelli trattati nelle lettere precedenti, esclusi i rapporti attraverso cui possono essere realizzati differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto. Gli interessi imponibili, se corrisposti da sostituti d'imposta, devono, in base all’articolo 26, comma 5, Dpr 600/73, essere assoggettati alla ritenuta d'acconto del 12,50 per cento e concorrono alla formazione del reddito imponibile del percipiente. Pertanto vanno dichiarati nel rigo RL2 del modello Unico 2006 (rigo D2 del modello 730/2006).

Reddito dei fabbricati – Acquisto di casa locata

D. In caso di acquisto di una seconda casa affittata con regolare contratto d’affitto a terzi come viene tassato ai fini irpef il reddito percepito?

R. In linea generale, la tassazione di un immobile locato è calcolata sul canone annuo percepito, da indicare nel quadro dei redditi di fabbricati e sommare poi al reddito complessivo.

La normativa relativa alla locazione di immobili prevede una agevolazione forfetaria del 15 per cento del canone percepito, elevabile al 25 per cento per alcuni comuni. Per determinati contratti di locazione, come ad esempio i contratti stipulati ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge 431/98, è previsto un ulteriore beneficio consistente nella riduzione del 30 per cento del canone già ridotto. Si tratta dei contratti stipulati per locazioni di immobili situati in comuni definiti ad alta tensione abitativa dal Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica).

Reddito dei fabbricati – Casa assegnata in seguito a separazione legale

D. La casa coniugale di mia esclusiva proprieta’, in sede di separazione legale, e’ stata assegnata al coniuge e ai figli ad esso affidati. Chi e’ obbligato a dichiarare il reddito dell’immobile?

R. Le istruzioni ministeriali di Unico 2006 sono state adeguate alle numerose sentenze emesse dalla Corte di cassazione secondo le quali l’assegnazione della casa coniugale, in caso di separazione legale o divorzio, non costituisce un diritto reale d’uso, ma un diritto personale di godimento.

In quanto tale, il reddito dell’immobile non può essere imputato al coniuge assegnatario dell’alloggio ma deve essere dichiarato dal soggetto possessore dell’immobile o di altro diritto reale.

Redditi di fabbricati - Casa data in uso a familiare

D. Come va dichiarata la casa data in uso a un familiare?

R. Come indicato dalle istruzioni al modello Unico PF, l'abitazione concessa in uso gratuitamente a un familiare va dichiarata nel quadro RB inserendo nel campo "Utilizzo" il codice 9 se il contribuente ha già una propria abitazione per la quale fruisce della deduzione per abitazione principale, altrimenti va dichiarata indicando il codice 1. Si ricorda, infatti, che la deduzione per abitazione principale compete per un solo immobile e per la sua pertinenza (quest'ultima da dichiarare con il codice 5 se accatastata separatamente). I redditi degli immobili indicati nel quadro RB con i codici 1 e 5 devono essere riportati nel rigo RN2 del modello Unico.

Redditi dei fabbricati - Erede

D. Mio padre e' proprietario per il 25% di un immobile, il 25% e' di mia madre in quanto in regime di comunione di beni e il restante 50% di mio nonno. A febbraio 2005 mio nonno paterno decede. Vorrei sapere mio padre cosa deve indicare nel 730 di quest'anno nel quadro dei fabbricati?

R. Suo padre, in mancanza di altri eredi, dovrà dichiarare una percentuale di possesso del 75 per cento a decorrere dal giorno del decesso di suo nonno, oltre al 25 per cento dal 1° gennaio 2005 al giorno del decesso.

Reddito dei fabbricati – Eredi

D. Mio padre e’ morto il 16/07/2005 ed era proprietario di un appartamento. gli eredi devono, nella loro dichiarazione dei redditi, inserire questo appartamento dal 17/07/2005 oppure dal 01/08/2005?

R. La data da prendere a riferimento per le variazioni e le scadenze in seguito a decesso è quella di morte del de cuius. Di conseguenza, ai fini della dichiarazione dei redditi, l’immobile risulterà di proprietà della persona deceduta fino alla data del 16/07/2005; dal giorno successivo lo dichiareranno gli eredi.

Redditi di fabbricati – Imputazione

D. Ho affittato un immobile per le olimpiadi 2006. mi e’ stato pagato un acconto a dicembre 2005 e il saldo a febbraio 2006. L’acconto 2005 quando deve essere dichiarato?

R. Il reddito dei fabbricati viene calcolato separatamente per ciascuna unità immobiliare di cui si ha la disponibilità e in base all’effettivo utilizzo (articolo 36 del Dpr 917/86). Non rileva il momento dell’incasso del canone, che può anche non esserci come nel caso in cui i canoni di locazione risultanti dal contratto non vengono percepiti e, pur tuttavia, vanno ugualmente dichiarati fino alla sentenza di sfratto per morosità.

Redditi di fabbricati – Inquilino moroso

D.Sono proprietario di un immobile locato. L’inquilino da settembre 2005 non ha più pagato il canone ma continua ad occupare l’immobile. Che importo devo dichiarare come reddito di fabbricati?

R. I canoni di locazione previsti dal contratto si considerano percepiti. Pertanto, dovrà dichiarare l’importo del canone indicato nel contratto fino al momento in cui comunicherà all’ufficio delle Entrate la risoluzione anticipata ovvero fino alla conclusione del procedimento di convalida di sfratto per morosità.

Redditi dei fabbricati – Inquilino sfrattato

D. Posseggo un appartamento dato in affitto con regolare contratto registrato. L’inquilino non mi ha mai pagato e dopo lunghe pratiche siamo arrivati allo sfratto esecutivo. Devo dichiarare ugualmente l’AFFITTO pur non avendo incassato nulla?

R. Ai sensi dell’articolo 26 del Tuir, i canoni di locazione abitativa non percepiti possono essere esclusi dalla formazione del reddito solo a condizione che si sia ottenuto un provvedimento giudiziale di convalida di sfratto per morosità dell'inquilino. Resta inteso che, in assenza del suddetto provvedimento, i canoni vanno dichiarati in quanto ai fini della tassazione non assume rilevanza il fatto che il canone sia stato o meno effettivamente percepito. Dopo il provvedimento giudiziale di convalida di sfratto per morosità, sarà possibile usufruire di un credito d'imposta pari alla differenza tra l'imposta dovuta sul reddito comprensivo del canone e quella liquidata senza canone (v. circolare 150/E del 7 luglio 1999).

Redditi di fabbricati – Fabbricati locati (1)

D. Ho percepito nel 2005 un affitto di 450 euro per la seconda casa in comproprietà fra i coniugi, senza registrare il contratto perchè inferiore ai 30 giorni. Nel modello 730 come deve essere dichiarato?

R. Nella compilazione del mod. 730 il fabbricato andrà indicato su due righi successivi.

Nel primo rigo si indicherà la rendita catastale, il codice utilizzo ”3”, il numero dei giorni per i quali il fabbricato è stato locato (ad esempio 20), la percentuale di possesso (probabilmente il 50%) e l’85% del canone di locazione per intero, senza cioè tener conto della percentuale di possesso.

Nel secondo rigo si indicherà la rendita catastale, il codice utilizzo “2”, il numero dei giorni per i quali il fabbricato è stato a disposizione (nel nostro esempio 345) e la percentuale di possesso. In questo secondo rigo dovrà essere barrata la casella n. 7 (continuazione) per indicare che si tratta dello stesso fabbricato del rigo precedente.

Nel conteggio delle imposte dovute, il Caf o il sostituto di imposta confronterà il reddito derivante dal 50% del canone di locazione con il 50% della rendita catastale rivalutata del 5%, aumentata di un terzo e rapportata ai giorni per i quali il fabbricato non è stato locato e sommerà al reddito complessivo il maggiore dei due.

Redditi di fabbricati – Fabbricati locati (2)

D. Ho un appartamento che nel 2005 e’ stato affittato per 7 mesi; come lo dichiaro?

R. Riporterà lo stesso immobile su due righi del quadro RB indicando in ciascun rigo il diverso “utilizzo” ed il numero di giorni di durata di ciascuno. Barrerà inoltre la casella “continuazione”del secondo rigo per indicare che trattasi dello stesso fabbricato del rigo precedente. Verrà dichiarato l’importo più alto tra il canone di locazione, rapportato alla percentuale di possesso, e la rendita catastale rapportata al periodo ed alla percentuale di possesso. Per maggiori dettagli sui vari tipi di canoni di locazione si rinvia alla voce“canoni di locazione – casi particolari” in Appendice alle istruzioni alla compilazione dell’Unico PF (pag. 71).

Redditi di fabbricati – Fabbricati locati (3)

D. Per quanto riguarda il reddito di un fabbricato locato da indicare nel mod. 730/2006, ci si deve riferire alla normativa antecedente la legge finanziaria 2004 (canone locazione risultante dal contratto registrato, decurtato del 15%), peraltro confermata nelle istruzioni del 730/2006, oppure alla attuale, che prevede la rettifica del reddito se non si denunzia l'importo maggiore tra il 10% del valore catastale ed il canone contrattuale ridotto del 15%?

R. Le modifiche apportate al testo unico dell’imposta di registro e al DPR 600/72 dai commi 341 e 342 della legge 311/2004, finanziaria per il 2005, riguardano esclusivamente l'attività di accertamento degli Uffici, a nulla rilevando in sede di dichiarazione dei redditi dei fabbricati. In caso di fabbricato dato in locazione, pertanto, la compilazione del quadro B del mod. 730 è rimasta invariata, come giustamente confermato anche dalle istruzioni ministeriali alla compilazione del suddetto modello: nella colonna 1 dovrà essere indicata la rendita catastale, al netto della rivalutazione del 5 per cento che viene calcolata da chi presta l’assistenza fiscale, mentre nella colonna 5 andrà indicato l'85% del canone di locazione.

Reddito dei fabbricati – No tax area

D. Possiedo un reddito di fabbricati, non abitazione principale, di 3.500,00 euro; vorrei sapere se posso essere considerata fiscalmente a carico di mio marito e se posso fruire della no tax area?

R. L’articolo 11 del Dpr 917/1986 prevede una deduzione teorica di 3.000 euro a favore di tutti i contribuenti a prescindere dalla tipologia del reddito prodotto e dalla durata dell’attività svolta nell’anno. Al fine di determinare la deduzione effettivamente spettante occorre calcolare il coefficiente di deducibilità determinato dal rapporto tra l’ammontare di 26.000 euro, aumentato della suddetta deduzione teorica e degli eventuali oneri deducibili, diminuito del reddito complessivo e dell’importo di 26.000 euro. Se il rapporto così calcolato è maggiore o uguale a 1, la deduzione compete per intero; se è pari o minore di zero la deduzione non compete; negli altri casi, si computano le prime quattro cifre decimali.

Per quanto riguarda il limite di reddito per essere considerati fiscalmente a carico, l’articolo 12 del medesimo Dpr stabilisce che il familiare deve possedere un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili e della deduzione per la progressività dell’imposizione come precedentemente calcolata.

Reddito di fabbricati – Coniugi divorziati

D. Il coniuge divorziato proprietario di casa (50% lui e 50% l'ex coniuge), come deve dichiarare la casa sul 730, se la stessa è stata assegnata con sentenza del giudice all'ex coniuge? La sentenza gli ha fatto perdere il possesso?

R. L'Amministrazione finanziaria si è adeguata all'orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, secondo il quale il diritto ad abitare la casa familiare, riconosciuto ad uno dei coniugi in caso di separazione legale o divorzio, costituisce un diritto personale di godimento e non un diritto reale. Pertanto, il reddito fondiario della casa coniugale assegnata è imputabile a ciascuno dei soggetti comproprietari nella misura del 50%dell'unità immobiliare (v. circolare 18/5/2006, n. 17 punto 3).

Reddito dei fabbricati – Quadro RB insufficiente

D. Ho 15 fabbricati ma nel quadro RB vi sono solo 10 righi. Come posso fare?

R. Occorre utilizzare un secondo modulo, numerando la casella in alto a destra "Mod. N" col numero 2. Inoltre, si precisa (istruzioni del modello Unico/2006 PF, pagina 21) che il totale dei redditi di fabbricati, comprensivo anche degli importi indicati nel secondo modulo, va riportato nel rigo RB11 del modulo 1.

Reddito dei fabbricati – Obbligo

D. Vorrei sapere se un contribuente che possiede solo redditi di fabbricati e terreni e’ tenuto a fare la dichiarazione dei redditi.

R. Se si possiedono soltanto redditi di fabbricati e terreni, si è esonerati dalla presentazione della dichiarazione se l’importo complessivo non è superiore a 3.000,00 euro senza tener conto dell’abitazione principale e delle relative pertinenze.

Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente – Borsa di studio estera

D. Una borsa di studio (non per studente) percepita all’estero va dichiarata nel 730?

R.L’articolo 3 del Dpr 917/86 recita testualmente: “L’imposta si applica sul reddito complessivo del soggetto, formato, per i residenti, da tutti i redditi posseduti, e, per i non residenti, soltanto da quelli prodotti nel territorio dello Stato….”. Pertanto, nel caso prospettato nel quesito, qualora il percipiente sia residente in Italia dovrà dichiarare tutti i redditi conseguiti, compresa la borsa di studio. In sede di dichiarazione potrà, comunque, scomputare dalle imposte dovute in Italia, quelle pagate a titolo definitivo all’estero (articolo 165, Dpr 917/86), compilando il quadro CR di Unico (o il rigo F8 se si avvale dell’assistenza fiscale e presenta il modello 730).

Redditi assimilati al lavoro dipendente – Borsa di studio

D. Mio figlio e’ titolare di una borsa di studio; e’ tenuto a dichiararla nel modello Unico?

R. Come precisato a pagina 90 delle istruzioni del modello Unico/2006 PF, devono essere dichiarate le borse di studio percepite da contribuenti residenti in Italia, a meno che non sia prevista una esenzione specifica, ad esempio quella stabilita per le borse di studio corrisposte dalle Università e Istituti di istruzione universitaria (legge n. 398 del 30 novembre 1989).

Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente – Servizio di volontariato civile

D. Mia figlia ha svolto servizio di volantariato civile nell’anno 2005, per il quale ha ricevuto una retribuzione che è stata certificata su carta intestata presidenza del consiglio dei ministri, e non un Modello CUD. come si deve considerare questo tipo di reddito percepito?

R. Come chiarito dalla Circolare 24/E, par. 4.2, del 10 giugno 2004 gli emolumenti percepiti a fronte del “servizio di volontariato civile” sono imponibili e assimilati al reddito di lavoro dipendente.

Redditi di lavoro dipendente – CUD emessi da più datori di lavoro

D. Sono in possesso di 2 CUD 2006 per lavoro dipendente: uno del precedente datore di lavoro e uno dell`attuale. All`attuale datore di lavoro non ho chiesto che facesse il conguaglio. Come devo comportarmi per la compilazione del 730? Devo indicare separatamente i dati dei 2 cud o devo sommarli? E il sostituto d’imposta da indicare è l’attuale?

R. Nel caso prospettato è obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi Mod. 730/2006 nel quale dovrà indicare come sostituto di imposta quello attuale, quello cioè che provvederà ad effettuare le operazioni di conguaglio. Nel quadro ‘C’ sezione I del Mod.730/2006, i dati di entrambi i CUD. nei righi C1 e C2, dovrà riportare separatamente gli importi esposti al punto 1 dei due CUD, nel rigo C4 la somma dei giorni di lavoro esposti al punto 4 dei due CUD, nel rigo C8 la somma delle ritenute fiscali esposte al punto 5 dei due CUD, e al rigo C9 la somma dell’addizionale regionale all’Irpef esposta al punto 6 dei CUD, al rigo C10 la somma dell’eventuale addizionale comunale all’Irpef esposta al punto 7 dei due CUD.

Redditi da lavoro dipendente - Reddito da collaborazione

D. Ho reddito da lavoro dipendente ed una certificazione di reddito Co. Co. Co. con ritenuta d'acconto versata. Devo indicare il Co. Co. Co. sul 730 e a quale rigo?

R. Nel quadro C sez. I vanno indicati nei righi da C1 a C3 i redditi di lavoro dipendente e le somme ed i valori in genere, a qualunque titolo percepiti, in relazione a rapporti di Co.Co.Co., compresi i lavori a progetto come indicato nelle istruzioni mod. 730 a pag. 15 (secondo punto).

Redditi di lavoro dipendente - Pluralità di Cud

D. Un operaio forestale ha ricevuto 2 CUD, uno dal datore di lavoro per giorni 198, l’altro CUD di disoccupazione per giorni 122. Quanti giorni di lavoro vanno indicati al punto 4 del quadro C?

R. Nel caso prospettato, al punto 4 del quadro C del modello 730/2006, dovrà essere indicata la somma dei giorni esposti nei due Cud: 320 (198 + 122).

Lavoratore dipendente - Presentazione della dichiarazione - Esclusione

D. Lavoro in un call-center come dipendente con contratto a tempo indeterminato, guadagno circa 850 EURO al mese. Sono obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi?

R. Nel caso prospettato, come precisato nelle istruzioni (pag. 6) per la compilazione del modello 730/2006, non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi chi ha posseduto solo redditi di lavoro dipendente, anche se corrisposti da più soggetti ma certificati dall’ultimo sostituto di imposta che ha effettuato il conguaglio. Tuttavia, qualora nell’anno 2005 abbia sostenuto oneri detraibili o deducibili, per usufruirne sarà necessaria la presentazione della dichiarazione dei redditi.


Reddito imponibile – Calcolo delle addizionali regionali e/o comunali

D. Vorrei avere chiarimenti in merito al calcolo dell’imponibile da assoggettare al calcolo delle addizionali regionali e/o comunali?

R. Il reddito imponibile ai fini del calcolo delle addizionali regionali e/o comunali è costituito dal reddito complessivo determinato ai fini delle imposte sui redditi delle persone fisiche (rigo RN1 di Unico 2006) al netto degli oneri deducibili e delle deduzioni per oneri di famiglia effettivamente spettanti, al lordo della deduzione per la progressività dell’imposizione, cosiddetta “no tax area”.

Rimane applicabile il principio secondo cui le addizionali non sono comunque dovute se per lo stesso periodo d’imposta non risulta dovuta imposta sulle persone fisiche o l’importo dovuto è inferiore a 12,00 euro.

Si precisa che, nel caso di applicazione della clausola di salvaguardia in quanto più favorevole il calcolo dell’imposta sulle persone fisiche con la normativa vigente al 31.12.2002 o al 31.12.2004, l’imponibile da assoggettare alle addizionali deve comunque essere determinato con le modalità sopra descritte.

Reddito imponibile – Collaborazione per attività di ricerca

D. Assegno per collaborazione di attività di ricerca. Tale importo e’ esente da ritenute fiscali ai sensi dell’art. 4 della legge 13/08/84 n. 476. Ai fini della dichiarazione dei redditi tale importo deve essere dichiarato.

R. Ai sensi dell’art. 3 comma 3 lettera a) TUIR sono esclusi dalla base imponibile IRPEF “i redditi esenti dall’imposta e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o d’imposta sostitutiva”. Pertanto, in assenza di altri redditi, il percipiente l’assegno per collaborazione ad attività di ricerca è esonerato dalla presentazione del modello Unico redditi persone fisiche.

Redditi diversi – Docenze scolastiche

D. Ho effettuato occasionalmente 3 docenze scolastiche per complessive 50 ore e 1.500 euro di compenso con ritenuta di acconto di imposta. Vorrei sapere come indicarlo nel modello unico 2006.

R. Questa tipologia di reddito va indicata nel quadro RL rigo 14 del modello Unico 2006, in quanto trattasi di prestazione di lavoro autonomo occasionale di cui all’art. 67, co. 1 lett. l) del D.P.R. 917/1986.

Redditi: pensione e abitazione principale – Obbligo di presentazione

D. Vorrei avere conferma della non necessità della presentazione della dichiarazione dei redditi dell'anno 2005 per mio padre che ha solo due fonti di reddito: l'abitazione principale e la pensione erogata dall'INPDAP?

R. Come indicato anche dalle istruzioni ministeriali delle dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, se il contribuente non è obbligato alle scritture contabili è esonerato dalla compilazione se in relazione al reddito complessivo, al netto della deduzioni per l'abitazione principale, progressività dell'imposizione e familiari a carico, ha un'imposta lorda che diminuita delle ritenute non supera euro 12,00.

Reddito di lavoro autonomo – Costi per personale dipendente

D. Il costo del personale dipendente di un professionista (stipendi, contributi ecc.) deve essere dedotto per cassa o per competenza? Se lo stipendio di dicembre viene pagato entro il 12 gennaio è deducibile dal reddito?

R. Le retribuzioni del mese di dicembre corrisposte dal professionista ai propri dipendenti entro il 12 gennaio dell'anno successivo sono deducibili nel periodo d'imposta in cui sono effettivamente erogate. Nella circolare n. 54 del 19/06/2002, al punto 9, l'amministrazione finanziaria ha chiarito che "in applicazione del principio di cassa assumono rilevanza, ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo, solo le spese effettivamente sostenute dal professionista o artista nel periodo d'imposta, nell'esercizio della professione o arte". Pertanto i compensi corrisposti dal professionista ai lavoratori dipendenti nel periodo dal 1° al 12 gennaio 2006 nonché i relativi contributi, ancorché riferiti a prestazioni rese nel 2005, debbono essere dedotti dal reddito del professionista nel periodo d'imposta in cui avviene l'effettiva e documentata corresponsione del compenso (e pertanto nel periodo d'imposta 2006). Il criterio c.d. di “cassa allargata” previsto dall'art. 51, comma 1 ultimo periodo Tuir, resta però valido nell'ambito del lavoro dipendente. I compensi corrisposti nel periodo suddetto dovranno essere quindi ricompresi nei modelli CUD e 770 relativi all'anno d'imposta 2005.

Redditi di lavoro autonomo – Immobile ad uso promiscuo

D. E’ possibile per un professionista dedurre la rendita catastale di un’abitazione ad uso promiscuo e quando un’abitazione e’ considerata ad uso promiscuo?

R. Per gli immobili utilizzati promiscuamente è deducibile una somma pari al 50 per cento della rendita catastale a condizione che il professionista non disponga nello stesso comune di un altro immobile ad uso esclusivamente professionale ed il relativo reddito fondiario concorra a formare il reddito complessivo del professionista.

Redditi occasionali – Assoggettamento a contribuzione previdenziale

D. I redditi occasionali sono soggetti al contributo previdenziale?

R. I lavoratori occasionali con un reddito annuo superiore a 5.000,00 euro, a prescindere dal numero dei committenti delle prestazioni occasionali, hanno l'obbligo di iscrizione e di versamento dei contributi previdenziali presso la Gestione separata Inps, applicando le modalità e i termini previsti per i collaboratori coordinati e continuativi.

Redditi d’impresa – Inabilità INAIL

D. L'inabilità temporanea assoluta corrisposta dall'INAIL ad un artigiano in contabilità semplificata come va dichiarata in unico 2006?

R. L'indennità in oggetto deve essere dichiarata nel quadro RG, rigo 9, colonna 4 del modello Unico persone fisiche 2006, fascicolo 3.

Redditi d’impresa – Indennità per inabilità temporanea

D. L’indennita’ per inabilita’ temporanea percepita dall’Inail da un socio di societa’ di persone va indicata nel quadro RM o RH?

R. Le somme percepite dal contribuente con funzione sostitutiva o integrativa di componenti reddituali costituiscono, ai sensi dell’articolo 6 del Tuir, reddito della stessa natura dei redditi sostituiti o integrati.

Nel caso di specie, l’indennità percepita costituisce reddito d’impresa e concorre alla formazione del reddito complessivo.

Redditi d’impresa- Modello 730 – Integrazione – Quadro RR

D. Un socio di Srl ha presentato il modello 730 tramite CAF; puo’ integrare con il modello Unico 2006 la mancata presentazione del quadro RR?

R. Le istruzioni del modello 730 non consentono l’utilizzo di tale modello per i contribuenti che hanno posseduto redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione e non risulta neppure prevista la possibilità di inviare con il frontespizio di unico il quadro RR (relativo ai contributi previdenziali). L’utilizzo del modello 730 per dichiarare i propri redditi e l’inoltro con frontespizio di Unico di altri quadri è previsto solo per particolari situazioni inerenti i quadri AC, RM, RT e per il modulo RW. Nel caso specifico ,il contribuente deve quindi presentare un modello Unico integrativo, riproponendo tutta la dichiarazione con l’aggiunta del quadro RR interessato.

Reddito complessivo – Deduzione progressiva dell’imposizione

D. E’ possibile determinare l’importo della deduzione progressiva dell'imposizione (art. 11 del tuir) conoscendo soltanto l’importo del reddito complessivo?

R. Per il calcolo della deduzione non è sufficiente considerare l’importo complessivo del reddito ma occorre conoscere la natura dello stesso. La deduzione progressiva, infatti, è costituita da una “deduzione base” di euro 3.000 per tutte le tipologie di reddito e da una “ulteriore deduzione”,che varia a seconda si tratti di redditi di lavoro dipendente e/o pensione, di lavoro autonomo e/o di impresa in contabilità semplificata. La deduzione, poi, può spettare per intero, solo in parte o non spettare a seconda della specifica situazione reddituale.

Una volta individuata la deduzione “teorica”, occorre calcolare il coefficiente di deducibilità per conoscere l’importo effettivamente spettante.

Reddito – Soggetti esonerati

D. Il mio reddito complessivo è di 2.700 euro sono obbligato a presentare unico?

R. Chi ha un reddito non superiore a 3.000,00 euro e non è un soggetto obbligato alla tenuta delle scritture contabili è esonerato dalla presentazione di Unico.

Reddito – ONLUS – Aliquota

D. Una associazione non commerciale, in attesa di ottenimento dell'acronimo “O.N.L.U.S.”, come si deve comportare per la compilazione del modello unico? A quale aliquota d’imposta e’ soggetta?

R. In attesa del riconoscimento della qualificazione come organizzazione non lucrativa di utilità sociale, occorre compilare il modello Unico - Enti non commerciali, determinando il reddito sulla base delle disposizioni contenute nell’articolo 143 del Tuir e applicando l’aliquota unica Ires del 33 per cento ai sensi dell’articolo 77, commisurandola al reddito complessivo netto.

Redditi esenti – Pensione di invalidità e di accompagnamento

D. La pensione di invalidita’ e quella di accompagnamento sono redditi esenti?

R. Si considerano redditi esenti le indennità di accompagnamento e gli assegni erogati dal ministero dell’Interno ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi civili, come indicato a pagina 85 delle istruzioni allegate al modello Unico - PF 2006.

Ristrutturazioni edilizie Acquisto di box – Pertinenzialità

D. Nel dicembre 2005 ho acquistato un appartamento e un box direttamente da un’impresa costruttrice. La stessa impresa ha certificato le spese di realizzazione del box dichiarandone la pertinenzialità. Ho pagato il costo di realizzazione del box tramite bonifico bancario. L’impresa ha rilasciato regolare fattura attestante la pertinenzialita’ del box . Ho inviato regolare comunicazione al centro operativo di Pescara nel maggio 2006 per avvalermi delle agevolazioni di cui all’articolo 1 della legge 449/97. Nel rogito (registrato 20/12/2005) non viene riportata la pertinenzialita’ del box. In mancanza di tale precisazione, il CAF rifiuta di inserire le spese per la realizzazione del box nel 730. Ho diritto alla detrazione del 36/41% anche se nel rogito non viene esplicitata la pertinenzialita’ del box? Preciso di non possedere altri box.

R. La detrazione di cui all’articolo 1 della legge 449 del 1997 compete anche per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse e posti auto pertinenziali. Per fruire dell’agevolazione in questione, dall’atto di acquisto dovrà risultare che il box acquistato è reso pertinenziale all’unita abitativa alla quale è asservito. La circolare ministeriale 57/E del 1998, relativamente ai parcheggi pertinenziali, precisa che la legge 24/03/1989, n. 122, prevede l’obbligo di pertinenzialità a unità immobiliare e di inalienabilità della pertinenza dall’immobile principale, essendo il parcheggio considerato spazio “asservito”, indispensabile all’uso dell’unità immobiliare. Concludendo, il vincolo di pertinenzialità del box all’unità immobiliare principale è condizione essenziale per fruire dell’agevolazione e, conseguentemente, pena l’inammissibilità, deve risultare scritta nel rogito.

Amministratore di condominio – Certificazione delle spese

D. L’amministratore di condominio invia la certificazione delle spese pagate nell’anno per le quali si puo’ detrarre il 36/41%. Deve indicare la quota spese addebitata a ciascuna unita’ immobiliare o l’importo pagato nell’anno dal condomino per la stessa? Nel primo caso, al controllo dell’ufficio si produrranno le ricevute di versamento all’amministratore?

R. Come precisato nella circolare 01/06/1999, n. 122/E, punto 4.6, la somma su cui calcolare la detrazione è rappresentata dalla quota effettivamente pagata dal condomino che rappresenta la propria quota di millesimi; la successiva circolare 12/05/2000, n. 95/E, punto 2.1.15, ha ulteriormente chiarito che la detrazione compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico bancario da parte dell’amministratore e nel limite delle rispettive quote dallo stesso imputate ai singoli condomini e da questi ultimi effettivamente versate al condominio al momento della presentazione della dichiarazione, anche anticipatamente o posticipatamente rispetto alla data di effettuazione del bonifico. Per gli interventi realizzati sulle parti comuni, la detrazione è ammessa anche nelle ipotesi in cui il contribuente utilizzi una certificazione dell’amministratore del condominio, come precisato a pagina 88 delle istruzioni al modello Unico PF.

Cambio di uso – Da fienile a abitazione

D. E’ possibile fruire della detrazione del 41% per ristrutturazione in caso di cambio d’uso da fienile ad abitazione?

R. E’ possibile fruire della detrazione d'imposta del 41%, a condizione che nel provvedimento amministrativo di approvazione dei lavori, risulti chiaramente che gli stessi comportano il cambio di destinazione d'uso del fabbricato, da strumentale agricolo, in abitativo (Risoluzione n. 14 dell’8 febbraio 2005).

Comunicazione inizio lavori – Immobile frazionato

D. Nel caso di ristrutturazione di un immobile individuato da una sola particella ma con piu’ sub, e’ necessario inviare piu’ comunicazioni o e’ possibile indicarle sulla medesima comunicazione? Esempio: foglio 196, particella 540, sub 1 e 3?

R. Nel caso di ristrutturazione delle parti comuni di uno stesso fabbricato costituito da più immobili, è sufficiente l’invio di un’unica comunicazione con l’individuazione del fabbricato tramite l’indicazione (oltre che del comune e dell’indirizzo) del foglio e della relativa particella.

Qualora la ristrutturazione riguardi singole unità immobiliari, è necessario inviare una comunicazione per ogni immobile oggetto di intervento, indicando il comune, l’indirizzo, il foglio, la particella e il rispettivo sub.

Comunicazione inizio lavori – Successiva all’inizio dei lavori

D. Per un intervento di ristrutturazione, nel caso in cui nella comunicazione di inizio lavori redatta sull’apposito modulo spedita a mezzo raccomandata il 28/09/2005 riporti quale data inizio lavori quella del 26/09/2005 e denuncia di inizio lavori presentata in comune il 05/08/2005, vorrei sapere se si ha diritto o meno alla detrazione.

R. Il decreto interministeriale n. 41 del 18/02/1998, di attuazione delle disposizioni agevolative concernenti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, stabilisce che la detrazione in argomento non è riconosciuta nel caso di violazione di quanto previsto dall’articolo 1, commi 1 e 2, di detto decreto, in base al quale il modello deve essere trasmesso in data anteriore all’inizio dei lavori (o comunque lo stesso giorno).

Per quanto esposto nel quesito, considerato che l’invio della comunicazione al Centro operativo di Pescara è successiva alla data di inizio degli interventi, non compete la detrazione di cui all’articolo 1 della legge 449/1997.

Comunicazione inizio lavori – Tempistica

D. Quanti giorni devono passare dopo aver mandato la comunicazione al centro operativo di Pescara prima di iniziare i lavori?

R. L’articolo 1 del decreto interministeriale n. 41/1998 stabilisce che i soggetti che intendono avvalersi della detrazione sono tenuti a trasmettere prima dell'inizio dei lavori, mediante raccomandata senza ricevuta di ritorno, una comunicazione, su apposito modello, al Centro operativo di Pescara, con allegata la documentazione necessaria. La circolare n. 15 del 20/04/2005 ha precisato che la comunicazione deve ritenersi tempestiva ai fini della detrazione anche se inviata il giorno stesso dell'inizio dei lavori. Pertanto, il requisito previsto dal decreto n. 41/1998, secondo il quale la comunicazione deve precedere l'inizio dei lavori, si realizza anche se l'adempimento è posto in essere nell'arco della stessa giornata.

Condominio – Certificazione rilasciata a un solo coniuge

D. Un contribuente possiede insieme alla moglie un’unita’ immobiliare sita in un condominio che ha eseguito dei lavori di ristrutturazione per i quali si intende fruire della detrazione del 41%. L’amministratore del condominio ha rilasciato la certificazione del riparto delle spese intestandola al solo marito. La moglie che ha partecipato alla spesa puo’ detrarre una quota?

R. Come chiarito con circolare n. 122 del 1/6/1999, paragrafo 4.6, la moglie può detrarre la quota di spesa da lei sostenuta a condizione che attesti sul documento rilasciato dall’amministratore il suo effettivo sostenimento e la percentuale di ripartizione.

Condominio – Detrazione singole rate

D. Nell'anno 2004 sono stati fatti lavori di ristrutturazione nel mio condominio ma l'amministratore non mi ha dato la certificazione per la detrazione del 36 %. Posso usufruire della detrazione quest'anno o perdo la quota?

R. Così come precisato nella circolare 12/05/2000, n. 95, par. 2.1.2, nell'ipotesi in cui il contribuente che ha eseguito lavori di ristrutturazione, pur ottemperando agli obblighi previsti ai fini della fruizione della detrazione d'imposta, non ha indicato nella dichiarazione dei redditi presentata l'importo delle spese sostenute ed il numero delle rate prescelte, può usufruire dell'agevolazione relativamente alla seconda rata presentando la dichiarazione dei redditi relativa all’anno successivo, indicando il numero della rata nella corrispondente casella relativa all'opzione tra le 5 o le 10 rate. Per quanto riguarda il recupero della detrazione d'imposta della prima rata, il contribuente può inoltrare richiesta di rimborso agli uffici finanziari secondo le modalità ordinarie di cui all'articolo 38 del D.P.R. n. 602 del 1973.

Contribuente ultraottantenne – Eredi

D. Un contribuente nell’anno di imposta 2004 aveva indicato in dichiarazione una detrazione 36% in tre rate, avendo un’età superiore a 80 anni. Poiché il contribuente nel 2005 è deceduto, gli eredi mantengono il piano di detrazione in tre anni o devono rideterminare la detrazione su dieci anni?

R. Come si evince dall’esempio 4 riportato a pag. 30 delle istruzioni al modello 730, l’erede di contribuente ultraottantenne mantiene il piano di detrazione in tre anni indipendentemente dalla propria età.

Contribuente ultranovantenne – Ripartizione detrazione

D. Un contribuente ultranovantenne ha ereditato nel 2004 due fabbricati sui quali il de cuius, ultraottentenne, aveva sostenuto negli anni 2002 e 2003 spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio ed aveva iniziato a detrarre il 36% della spesa rateizzandolo in 10 quote costanti, poiché non aveva capienza per una detrazione più rapida. Si chiede se l'erede possa dall'anno 2005 ripartire le residue quote in 3 rate considerando i requisiti dell'età.

R. L’Amministrazione finanziaria ha precisato con circolare n. 24 del 2004, punto 1.9, che “il raggiungimento dell'età indicata (articolo 2, comma 5, Legge 289/2002) costituisce untermine iniziale a partire dal quale può essere derogata la disposizione di carattere generale che prevede la ripartizione della detrazione in dieci annualità. Resta quindi nella disponibilità del contribuente la facoltà di operare tale più favorevole ripartizione anche a partire dai periodi d'imposta successivi a quello in cui si verifica il raggiungimento del settantacinquesimo o ottantesimo anno di età, in relazione alle restanti quote di detrazione da far valere negli anni successivi”. Pertanto la risposta al quesito è affermativa, a condizione che l'erede abbia "la detenzione materiale e diretta dell'immobile".

Copertura terrazzo – Struttura in legno

D. Sto effettuando la manutenzione straordinaria nel mio appartamento; ho un terrazzo di circa 15 mq che pensavo di coprire con una struttura in legno (tipo un gazebo coperto con tende o cannarelle). Tale spesa da’ diritto alla detrazione del 36%? Non e’ una struttura muraria e non necessita di nessuna comunicazione DIA o altro.

R. La detrazione Irpef del 36% concerne le spese sostenute per eseguire gli interventi di manutenzione straordinaria, le opere di restauro e risanamento conservativo e i lavori di ristrutturazione edilizia per i singoli appartamenti e per gli immobili condominiali. Nella fattispecie, la costruzione di una struttura in legno non rientra tra le opere e i beni ammessi al beneficio fiscale.

Familiare convivente – Modalità operative

D. Sono familiare convivente del proprietario di un immobile; posso detrarre le spese relative alla costruzione di un box pertinenziale?

R. Se al momento dell'inizio dei lavori era convivente con il possessore nell'immobile relativamente al quale si intende usufruire dell'agevolazione per ristrutturazioni edilizie (quindi, anche la costruzione del box pertinenziale), potrà, in qualità di familiare convivente, godere di detta agevolazione nei limiti delle spese sostenute con fatture intestate o cointestate a lei e pagate con bonifici bancari o postali riportanti anche il suo codice fiscale.

Familiare non convivente – Autorizzazione intestata ad altro soggetto

D. Sto per iniziare una ristrutturazione sulla casa in cui abito, intestata ai miei genitori; anche il permesso e’ intestato ai miei genitori, ma in realta’ cerchero’ di seguire io i lavori e di sostenere le spese; per questo chiedo se, come detentore (ad uso gratuito), potro’ chiedere la detrazione sull’Irpef e, di conseguenza, farmi intestare le fatture da ditte e fornitori (pur essendo il permesso intestato a mio padre).

R. E’ possibile usufruire delle detrazione per le ristrutturazioni edilizie solo se l'uso gratuito dell'immobile risulta da atto scritto registrato, oppure se il familiare è convivente con i proprietari dell'immobile.

Immobile da adibire a prima casa - Spese di ristrutturazione sostenute con mutuo

D. Un contribuente ha stipulato il 23/02/2005 un mutuo per la ristrutturazione dell’unita’ immobiliare da adibire ad abitazione principale per la somma di 75.000 euro. In data 22/03/2005 ha inviato la comunicazione al centro operativo di Pescara per la detrazione del 36% per ristrutturazioni. Si chiede se puo’ usufruire di tale detrazione e contestualmente anche del mutuo ipotecario contratto per la ristrutturazione dell’immobile.

R. Sempre che l’intervento di ristrutturazione rientri tra quelli agevolabili di cui all’articolo 1 della legge 449/9, si potrà godere della detrazione fiscale del 36 per cento su un importo massimo di spesa pari a 48mila euro e, contestualmente, anche della detrazione per interessi passivi su mutuo ipotecario con un tetto di 2.582,28 euro, a condizione che trattasi di intervento di ristrutturazione edilizia di cui alla lettera d) dell’articolo 31 della legge 457/1978 (v. articolo 15, comma 1-ter, Dpr 917/86).

Immobile in comproprietà – Variazione della percentuale di possesso

D. Un cliente nel 2005 ha ristrutturato un immobile di cui detiene la quota del 75% fino al 30/11/2005 e del 5% dal 01/12/2005, i bonifici e le fatture sono intestate solo a lui; vorrei sapere se la detrazione deve essere calcolata per la quota di possesso dell’immobile o se e’ tutto a suo carico, dato che le fatture e i bonifici sono a lui intestati.

R. La circolare ministeriale 24/02/1998, n. 57/E, al paragrafo 2, precisa che, nel caso di comproprietà o di contitolarità del diritto reale, ciascun comproprietario o contitolare, indipendentemente dalla percentuale di possesso dell’immobile, ha diritto a calcolare la detrazione in relazione alle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico, come da fatture e bonifici intestati.

Immobile in locazione – Modalità operative

D. L’inquilino di un appartamento preso in locazione puo’ usufruire della detrazione del 36/41% sulle spese di manutenzione straordinaria sostenute?

R. Il locatario può beneficiare della detrazione a condizione che il relativo contratto sia stato registrato e gli estremi di registrazione siano indicati nella prescritta comunicazione al Centro operativo di Pescara (articolo 1, comma 1, legge 449/97).

Immobile in locazione - Spesa effettuata da entrambi i coniugi

D. Due coniugi sono proprietari al 50% di un alloggio che affittano. Iil marito ha presentato regolare comunicazione per ottenere la detrazione del 36%. L’impresa che ha eseguito i lavori ha fatturato per i suddetti la spesa al 50% a ciascuno dei due coniugi emettendo due fatture, una per il marito e una per la moglie. Ciascuno dei due contribuenti ha, quindi, eseguito un distinto bonifico a saldo a proprio nome. Per il marito non abbiamo dubbi circa la detraibilita’ delle spese. Per quanto riguarda, invece, la moglie puo’ considerarsi valida la comunicazione fatta dal coniuge ?

R. In caso di comproprietà o comunione tra coniugi, la comunicazione preventiva al Centro operativo di Pescara può essere inviata anche solo da uno dei soggetti interessati. Tuttavia, al fine di poter usufruire della detrazione fiscale, è necessaria l’indicazione, nel quadro RP del modello Unico PF o nel quadro E del modello 730, del codice fiscale del coniuge che ha trasmesso la comunicazione.

Immobili interessati – Negozi

D. La legge 449 del 1997, articolo 1, consente di detrarre le spese di recupero del patrimonio edilizio relative alle singole unita’ immobiliari residenziali. Cio’ significa che non sono ammesse agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni dei negozi?

R. La norma si riferisce chiaramente ad agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie a parti comuni di edifici residenziali e singole unità immobiliari residenziali di qualunque categoria, anche rurale, situati in Italia escludendo quindi i negozi.

Immobile venduto – Soggetto beneficiario

D. Nel mese di giugno 2005 ho venduto a terzi l'immobile per il quale stavo usufruendo della detrazione delle spese di ristrutturazione. Premesso che per i prossimi anni il beneficio spetterà all'acquirente, come mi devo comportare per l'anno 2005, nel corso del quale è avvenuta la vendita?

R. Come chiarito dalla circ. 24/02/1998, n. 57, “in base a quanto disposto dal comma 7 dell'articolo 1 Legge n. 449/1997, in caso di vendita dell'unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi di ristrutturazione, le quote di detrazioni non utilizzate in tutto o in parte dal venditore spettano per i rimanenti periodi d'imposta all'acquirente persona fisica dell'unità immobiliare. In pratica, il legislatore ha voluto stabilire che in caso di vendita dell'unità immobiliare prima che il venditore abbia fruito di tutte o di alcune delle quote di detrazione spettanti per i singoli periodi d'imposta la detrazione, invece di rimanere attribuita al soggetto che ha posto in essere gli interventi si trasferisca all'acquirente.” La realizzazione degli interventi, aumentando il valore dell’immobile ne ha influenzato il prezzo di acquisto e ha comportato una traslazione dell’onere economico sostenuto per la realizzazione degli interventi stessi e il pagamento delle imposte conseguenti al passaggio di proprietà. Quindi, il proprietario dell’immobile al 31 dicembre2005 è legittimato a portare in detrazione la quota relativa allo stesso anno d'imposta (e ai successivi).


Infissi – Aliquota Iva

D. Intendo sostituire tutti gli infissi esterni della mia abitazione, sia per sicurezza (montando vetri anti-sfondamento), sia per isolamento acustico e sia per risparmio energetico. Ho diritto a riduzione dell'aliquota IVA? Se la risposta è positiva, a quale aliquota e cosa devo fare per usufruirne?

R. L'aliquota IVA da applicare è stabilita nella misura ordinaria del 20%. Si potrà usufruire, invece, della detrazione del 41% sulla spesa sostenuta nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa fiscale vigente sulle ristrutturazioni edilizie.

Modalità di pagamento – Bonifico postale

D. Posso utilizzare il bonifico postale per pagare le spese di ristrutturazione edilizia e beneficiare della detrazione del 36/41%?

R. La Legge n. 449/97, in materia di detrazioni per le spese di ristrutturazione edilizia, stabilisce che condizione essenziale per poter fruire della detrazione del 36/41% è che il pagamento delle spese avvenga tramite speciale bonifico bancario dal quale risultino la causale, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale o la partita Iva del soggetto destinatario del pagamento. Con circolare n. 24 del 10.06.2004, in considerazione dell’assoluta assimilazione del bonifico postale a quello bancario, è stata riconosciuta tale modalità di pagamento idonea ai fini del riconoscimento della detrazione in questione purché contenga tutti i dati richiesti.

Modello di comunicazione – Scaricato da Internet

D. Ho scaricato dal sito dell’Agenzia delle Entrate il modello per la comunicazione di inizio lavori di ristrutturazione e l'ho stampato, ma non capisco sul bordo laterale sinistro cosa dovrei scriverci per identificare chi l'ha predisposto/stampato e gli estremi di quale provvedimento.

R. I suddetti riferimenti vanno indicati soltanto da coloro i quali si occupano della stampa tipografica del modello. Nel caso in cui il modello venga stampato direttamente dal sito dell'Agenzia delle Entrate per essere utilizzato, non è richiesta l'indicazione di alcun’altra informazione.

Modello Unico – Righi insufficienti

D. Qualora i righi del modello unico siano insufficienti per riportare tutte le spese di ristrutturazione sostenute cosa devo fare?

R. Deve compilare un ulteriore quadro RP su un nuovo modello Unico, dandogli una numerazione progressiva.

Rateizzazione – Immobile acquistato nel 2005

D. Posso continuare nelle rate del 36-41% per un immobile acquistato nel corso del 2005?

R. Come previsto dalla circolare 12/05/2000, n. 95/E, chi possiede l’immobile al 31 dicembre dell’anno ha diritto alla detrazione per quel periodo d’imposta.

Sostenimento spese – Familiare convivente

D. Spetta la detrazione sulle spese sostenute per ristrutturazione edilizia sull’appartamento di cui è possessore il coniuge, non titolare di altri redditi e in separazione di beni?

R. La detrazione sui costi per ristrutturazioni edilizie compete anche al familiare convivente del possessore dell'immobile oggetto dei lavori, purché ne sostenga le spese. Nella circolare n. 121 del 1998, punto 2.1, l’Amministrazione finanziaria ha precisato che in tal caso i bonifici devono essere eseguiti dal familiare convivente, che sostiene le spese, e che le fatture devono essere allo stesso intestate.

Spese ammesse – Acquisto porta blindata

D. Rientra nella detrazione 41% la spesa relativa all’acquisto di una porta blindata?

R. La spesa sostenuta per l’acquisto e l’installazione della porta blindata è interamente detraibile nel rispetto delle modalità previste per usufruire della detrazione 41 per cento.

Spese ammissibili - Installazione condizionatori

D. L’installazione di condizionatori, che sono anche pompe di calore, effettuata nel 2006, da diritto alla detrazione fiscale sulle spese sostenute? In caso di risposta affermativa, quale è la percentuale di detrazione?

R. La legge n. 266 del 2005, articolo 1, comma 121, ha previsto la detrazione Irpef del 41% sulle spese sostenute dal 1° gennaio 2006 per ristrutturazioni edilizie. Tra le spese in relazione alle quali spetta la detrazione di cui trattasi,è contemplata anche l’installazione di condizionatori a pompa di calore, nell’ottica del risparmio energetico.

Spese di restauro – Eseguito da impresa estera

D. Possono essere ammesse in detrazione fiscale le spese di restauro (manutenzione straordinaria) fatturate da una ditta estera?

R. Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio per i quali è possibile usufruire della speciale detrazione Irpef, di cui all’articolo 1 della legge 449/1997 e successive proroghe e modificazioni, possono essere eseguiti anche da imprese non residenti nel territorio dello stato, purché gli immobili, sui quali vengono realizzati gli interventi agevolabili, siano situati nel territorio nazionale, secondo quanto specificato al punto 3 della circolare 24/12/1998, n. 57.

Superamento dei limiti – Termini per la trasmissione del modulo

D. Entro quanto tempo va spedito al centro operativo di Pescara il modulo relativo al superamento dell’ammontare di euro 51.645,68 per i lavori di ristrutturazione?

R. Come previsto dalla legge n. 449/1997 e successive modifiche, l’attestazione del professionista relativa al superamento del limite di 51.645,68 euro deve essere inviata entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta in cui è avvenuto il superamento.

Scelta dell’8 e del 5 per mille Scelta 5 per mille – Facoltà

D. Sono obbligato a destinare il 5 mille?

R. Così come l’8 per mille, anche la scelta per la destinazione del 5 per mille non è un obbligo, ma una facoltà.

Scelta 5 per mille – Soggetto esonerato dalla dichiarazione dei redditi

D.Chi non presenta dichiarazione dei redditi e ha gia’ presentato una busta per la destinazione dell’8 per mille, puo’ successivamente, entro i termini previsti, presentare una seconda busta con la scelta del 5 per mille?

R. La risposta al quesito è positiva; le scelte di destinazione dell'8 e del 5 per mille possono essere presentate entro i termini e con le modalità stabilite per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Scelta 8 per mille – Soggetto esonerato dalla dichiarazione

D. Come effettua la scelta dell’otto e del cinque per mille un lavoratore dipendente che, essendo esonerato, non presenta la dichiarazione?

R. La scelta può essere espressa compilando e firmando l’apposita sezione in calce al Cud, inserendo il modulo in una busta recante cognome, nome e codice fiscale del contribuente e l’indicazione “Scelta per la destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’Irpef”. Tale busta può essere consegnata entro il 31 ottobre 2006 in banca, posta o ad un intermediario abilitato.

Servizi telematici, software, modelli Abilitazione telematica – Scadenza

D. L’abilitazione telematica e’ soggetta a scadenza?

R. Il pin code attribuito per accedere a Fisconline scade, per motivi di sicurezza, solo nel caso in cui esso non venga utilizzato entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è stato attribuito o è stato utilizzato per l’ultima volta. L’abilitazione al servizio Entratel, invece, non ha scadenza bensì è soggetta a rinnovo periodico del corrispondente certificato digitale, la cui validità è verificabile mediante la funzione Visualizza certificati utente dell’applicazione Entratel e la cui scadenza è, comunque, comunicata con congruo anticipo mediante messaggio personalizzato pubblicato sul sito Entratel. Tale rinnovo di validità si ottiene automaticamente dal sito web di Entratel mediante la funzione Ripristina ambiente.

Correzione dell'ufficio - Indicazione maggior credito

D. Dove si indica nel modello 730 un maggior credito derivante da una correzione fatta dall’ufficio?

R. Un credito maggiore derivante da correzione dell’Agenzia può essere indicato nel modello 730 nella casella relativa all’eccedenza dell’anno precedente.

Consorzio – Modello da utilizzare

D. Devo compilare la dichiarazione dei redditi di un consorzio con attività esterna: quale modello devo utilizzare, quello per enti commerciali o per enti non commerciali?

R. In relazione al quesito riguardante la dichiarazione dei redditi da compilare da parte di un consorzio occorre analizzare se l'attività svolta sia commerciale o meno. Se svolge attività commerciale dovrà compilare il modello "UNICO 2006 Società di capitali, enti commerciali ed equiparati", altrimenti "UNICO 2006 - Enti non commerciali ed equiparati".

Modello 730 – Modalità di compilazione – Software dell’Agenzia delle entrate

D. Quando verrà pubblicato il software per la compilazione del modello 730 così da poterlo redigere in proprio pronto per la consegna al CAF?

R. l’Agenzia delle Entrate non mette a disposizione il software per la compilazione del 730, poiché con questa tipologia di dichiarazione i calcoli non vengono effettuati dal contribuente ma dal sostituto di imposta, dal CAF o dal professionista abilitato.

Dichiarazione integrativa - Busta

D. Devo fare una dichiarazione integrativa relativa all'anno 2005 per i redditi del 2004. Non trovo da nessuna parta la busta per l'invio del modello. Come fare?

R. Per la presentazione di una dichiarazione integrativa (mod. Unico) è sufficiente usare una busta qualsiasi e apporre sulla medesima la scritta: "Integrativa 2005/2004".

Intermediari - Comunicazioni dell'Agenzia delle entrate

D. Potrei avere chiarimenti sulla possibilità di barrare la casella per richiedere di essere informato direttamente dal soggetto che presta l'assistenza fiscale di eventuali comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate?

R. La disposizione, contenuta nella Legge n. 203/2005, art. 2 bis, comma 1, riguarda i professionisti abilitati e i CAF. Presentando il 730 direttamente al proprio sostituto d'imposta, non occorre barrare la casella.

Modello 730 – Compilazione Su Internet

D. E’ possibile compilare via internet il modello 730 2006?

R. Il Modello 730 deve essere presentato per la trasmissione necessariamente al datore di lavoro o ad un CAAF autorizzato dall'Agenzia delle entrate.

L'Agenzia delle entrate non fornisce il software per la compilazione. Il contribuente può compilare autonomamente il modello cartaceo ma deve utilizzare per la trasmissione i canali indicati.

Modulistica – Disponibilità presso i Comuni

D. Sono reperibili i modelli 730 presso i comuni?

R. Per effetto di quanto previsto dall’art. 1, c. 2, del D.P.R. 322/98, ogni anno e con un certo anticipo i Comuni ricevono dall’Agenzia delle Entrate i modelli 730, con relative istruzioni, per la distribuzione gratuita ai contribuenti che ne facciano richiesta.

Si fa presente che il mod. 730 è comunque reperibile anche sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate all’indirizzo: http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Modulistica/

Modulistica Scaricata dal sito Web

D. E’ possibile presentare il 730 al datore di lavoro usando la stampa del modulo disponibile sul sito web dell’agenzia delle entrate?

R. La modulistica reperibile sul sito dell'Agenzia può essere utilizzata dai contribuenti ai fini dell'adempimento dei propri obblighi dichiarativi.

Servizio Fisconline – Compilazione modello 730

D. E’ possibile compilare tramite fisco on line il modello 730 e ottenere il rimborso diretto dal sostituto d’imposta (datore di lavoro) senza l’intervento di un CAF?

R. Tramite il servizio “Fisconline” è possibile compilare e inviare solamente il modello Unico 2006. Per utilizzare il modello 730/2006, era necessario rivolgersi a un Caf o a un professionista abilitato entro il 15 giugno. Era prevista anche la possibilità di presentarlo, entro il mese di aprile, al proprio sostituto d’imposta, a condizione che lo stesso fosse stato disponibile a offrire l’assistenza fiscale ai propri dipendenti e che il contribuente avesse comunicato entro gennaio di volersi avvalere di detta assistenza.

Soggetti non residenti Immobili posseduti in Italia (1)

D. I miei suoceri di nazionalità inglese e non residenti in italia, hanno acquistato una casa a Genova e in merito a questo avrei bisogno di sapere due cose (anche se stranieri presumo comunque che debbano presentare un modello per la dichiarazione dei redditi): che documentazione devono avere? Bastano i dati relativi alla casa? (hanno già dichiarato il tutto riguardante l’ICI).

R. Qualora, come è presumibile, la rendita catastale rivalutata del 5% dell’immobile oggetto del quesito attribuibile ad ognuno dei suoi suoceri, sia inferiore a euro 3.000,00 sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (Modello Unico). Infatti, per effetto delle novità introdotte dalla Legge Finanziaria 2003 (L. 289/02), a tutti i contribuenti, compete una nuova deduzione (no tax - area), per un importo di 3.000 euro.

Immobili posseduti in Italia (2)

D. Per un italiano residente all'estero, regolarmente iscritto al registro AIRE, l' unica casa di proprietà posseduta in Italia, può essere equiparata ai fini fiscali alla prima casa, anche se ubicata in un comune diverso da quello di ultima residenza nel paese di origine?

R. Ai fini Irpef, come riportato nelle istruzioni ministeriali al Modello Unico 2006, fascicolo 2 Persone Fisiche non Residenti: "il fabbricato che il non residente possiede in Italia non può essere considerato come abitazione principale. Si considera infatti abitazione principale quella nella quale il contribuente dimora abitualmente. Al non residente non spetta quindi la deduzione dal reddito complessivo per l’abitazione principale. Si ricorda altresì che nel caso di più unità immobiliari ad uso abitativo tenute a disposizione dal soggetto non residente non si applica, limitatamente ad una di esse, l’aumento di un terzo della rendita catastale rivalutata".

Modello 730 - Esclusione

D.E’ possibile fare il modello 730 senza avere la residenza in Italia? Sono spagnola, abito e lavoro in Italia da ottobre 2005. Ho qua il domicilio.

R. No, non può utilizzare il modello 730/2006 colui che non è residente in Italia nel 2005 e/o 2006 (cfr. istruzioni modello 730, pagina 2, punto 1.5).

Spese, contributi (oneri deducibili e detraibili) Asili nido – Limite alla detrazione

D. Vorrei avere chiarimenti circa i limiti della detrazione per asili nido.

R. A partire dal 2005, è possibile detrarre dall’imposta lorda il 19% delle spese sostenute dai genitori per il pagamento delle rette per gli asili nido per un importo non superiore a 632,00 euro annui per ogni figlio.

Assicurazione sulla vita – Sostenute per familiare a carico

D. Vorrei sapere se posso detrarre il 19% di un’assicurazione sulla vita di cui risulta contraente e assicurato mia moglie fiscalmente a mio carico.

R. Secondo quanto chiarito dalla circolare 17 del 18.05.2006, le spese di assicurazione sostenute nell’interesse dei familiari a carico sono detraibili nella misura del 19%, su un importo complessivamente non superiore a 1.291,14 euro, anche nel caso in cui il contraente e assicurato risulti il familiare stesso.

Importo assicurazioni sulla vita detraibile - Dichiarazione congiunta

D.Avrei bisogno di chiarimenti sulla dichiarazione congiunta, relativamente alle assicurazioni sulla vita. Entrambi i coniugi hanno diritto alla detrazione massima? Il limite rimane di 1.291,14 euro per entrambi i coniugi o diventa il doppio in caso di dichiarazione congiunta?

R. Secondo quanto indicato nelle istruzioni alla compilazione del rigo E12 del modello 730/2006per l'anno 2005, l'importo da indicare nel rigo non può superare 1.291,14 euro. Tale limite è riferito a ciascun singolo contribuente e non subisce alcuna maggiorazione in caso di dichiarazione congiunta che è solo una diversa modalità di presentazione della dichiarazione dei redditi (poiché consente ai coniugi di presentare i propri modelli 730 in un unico fascicolo) dalla quale non consegue dunque nessuna modifica in merito ai limiti per la detrazione di oneri e/o spese.

Contributi Cassa professionale – Contributo integrativo

D. Il contributo soggettivo versato alla cassa nazionale di previdenza dei ragionieri e periti commerciali è deducibile ai fini IRPEF. Ciò vale anche per il contributo integrativo?

R. Si conferma che il contributo soggettivo versato alla cassa di previdenza è integralmentededucibile, mentre per il contributo integrativo, vista la Risoluzione n. 69/E del 18 maggio 2006, è necessario fare alcune distinzioni. Quest’ultimo contributo, infatti, è assistito dal meccanismo della rivalsa in quanto il professionista addebita in fattura al cliente il 2% sul compenso richiesto come contributo integrativo; pertanto, lo stesso non figurerà più come onere a suo carico e quindi è indeducibile. Se però gli iscritti alla cassa nell’anno non raggiungono il volume d’affari teorico e sono obbligati a versare il contributo integrativo minimo che, necessariamente, sarà superiore al contributo che il professionista ha potuto addebitare al committente, ne consegue che la differenza che rimane a completo suo caricopuò essere dedotta dal reddito complessivo, ai sensi dell’articolo 10, comma 1 lettera e) del Tuir, come espressamente precisato nella risoluzione sopra citata.

Contributi consortili – Qualificazione

D. I contributi consortili relativi a terreni e a fabbricati sono oneri deducibili o detraibili?

R. I contributi consortili relativi agli immobili vanno indicati tra gli oneri deducibili nel rigo RP25 del Modello UNICO 2006, con il codice 5, come “canoni, livelli e censi gravanti sul reddito degli immobili”. Sono deducibili, in questa tipologia, i contributi ai consorzi obbligatori per legge o in dipendenza di provvedimenti della pubblica amministrazione.

Contributi consorzi di bonifica – Figlio minore

D. Il contributo al consorzio di bonifica relativo alla proprieta' intestata al figlio minore, considerato che i redditi di fabbricati intestati al figlio minore vengono dichiarati dai genitori, puo' essere considerato onere deducibile dal reddito dichiarato dal genitore ?

R. L'art. 10 comma 1 lettera a, del D.P.R. n. 917/86, dispone che i contributi ai consorzi obbligatori gravanti sugli immobili che concorrono alla formazione del reddito sono deducibili. Pertanto, nella dichiarazione Unico 2006 del proprietario dei fabbricati vanno indicati al rigo RP 25 con codice 5.

Contributi previdenziali – Colf

D. E’ possibile dedurre integralmente i contributi versati per le colf?

R. Dalle istruzioni risulta possibile dedurre i contributi nel limite della quota a carico del datore di lavoro. La quota rimasta a carico del datore di lavoro è consultabile sul sito INPS http://www.inps.it/

Contributi previdenziali – Medici

D. Un medico iscritto all’ordine dei medici e all’Enpam, può dedurre i contributi versati e l’iscrizione all’albo?

R. Si conferma che ai sensi dell’art. 10, del D.P.R. 917/86, i contributi ENPAM sono oneri deducibili dal reddito complessivo in quanto costituiscono contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge alla Cassa di previdenza di appartenenza.

Quanto all’iscrizione all’albo professionale si precisa che la quota pagata non è un onere detraibile né deducibile dal reddito complessivo, mentre costituisce una spesa deducibile in sede di determinazione del reddito di lavoro autonomo(quadro RE modello Unico) in caso di esercizio dell’attività professionale.

Contributi – Sanitari iscritti ad ordine professionale

D. E’ possibile dedurre dal reddito complessivo i contributi pagati all’Onaosi dai sanitari iscritti agli ordini professionali?

R. Tutti i sanitari iscritti agli ordini professionali dei farmacisti, medici chirurghi, odontoiatri e veterinari, a decorrere dal 1° gennaio 2003, devono versare obbligatoriamente i contributi all’Opera nazionale per l’assistenza degli orfani di sanitari italiani (Onaosi).

Considerata l’obbligatorietà e la natura assistenziale di tali contributi, si ritiene che gli stessi siano deducibili dal reddito in quanto riconducibili alla lettera e), comma 1, dell’articolo 10 del Tuir (vedi circolare 18 maggio 2006 n. 17).

Donazioni ad ONLUS – Versamento all’AIRC - Deducibilità

D. Il versamento all'AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro – effettuato nel 2005, e’ deducibile dal 730/2006?

R. Le donazioni effettuate alle Onlus dal 17/03/2005 consentono la scelta tra onere deducibile (quadro E 24 cod. 3) o detraibile (quadro E 15 cod. 16). I versamenti effettuati prima di tale data sono unicamente detraibili (istruzioni modello 730/2006, pag. 24 e 28).

Erogazione ad Onlus – Limite

D. Le persone fisiche soggette all’Irpef possono dedurre fino al 10% del reddito le erogazioni fatte alle Onlus?

R. Per le liberalità alle Onlus è possibile scegliere se fruire della detrazione del 19% dall'imposta (max euro 2.065,83) o della deduzione nel limite del 10% del reddito (max euro 70.000). Le agevolazioni sono alternative.

Polizza infortuni

D. E’ possibile portare in detrazione o in deduzione nel modello 730 la polizza infortuni conducente dell'autovettura? è possibile portare in detrazione o in deduzione tra le spese sanitarie anche la visita medica per l'attività sportiva agonistica?

R. Le assicurazioni infortuni sono tra quelle previste dal comma 1 lett. f dell'art. 15 del Tuir (circ. 12/05/2000, n. 95/E, punto 1.4.1) per cui danno diritto a detrazione fino all'importo di euro 1.291,14 rigo E12 del mod. 730/2006. E' detraibile nel rigo E1, col. 2, la visita medica per attività sportiva.

Polizza RC auto – Contributo Ssn

D. La polizza RC auto e’ un onere deducibile?

R. E’ deducibile il solo contributo al Servizio sanitario nazionale rilevabile dalla polizza RC auto, che va indicato nel rigo RP19 del modello Unico.

Riscatto laurea

D. Sono una lavoratrice dipendente che sta riscattando gli anni di laurea. Posso portare in deduzione sul 730 i contributi indicati nel CUD 2006?

R. Se gli importi sono stati indicati al punto 26 del CUD 2006, gli stessi sono stati già esclusi dal totale emolumenti direttamente dal sostituto di imposta e quindi non possono essere dedotti nuovamente.

Riscatto entro i primi 5 anni - polizze assicurative

D. Certificazione rilasciata da una compagnia assicurativa relativa al riscatto nei primi 5 anni di una polizza vita. Il contribuente non ha detratto negli anni precedenti i premi versati non avendo tutti i requisiti. I dati riportati nella certificazione sono i seguenti: VALORE DI RISCATTO € 2149.96; TOTALE IMP. FISCALE € 1097,47; TOTALE RITENUTA (23%) € 252,42; DA INDIC. IN DICH. DEI REDDITI (IMPOSTA L.482/85) € 0; DA NON IND. IN DICH. DEI REDDITI (NETTO CORRISP.) € 1897.54. Si chiede se vanno indicati in dichiarazione dei redditi?

R. Nel caso prospettato di riscatto anticipato della polizza senza aver beneficiato, per tali premi, di alcuna detrazione, il valore di riscatto percepito non concorrerà alla formazione del reddito imponibile e pertanto non dovrà essere dichiarato.

Spese di assistenza - Soggetti non autosufficienti

D. Vengono sostenute delle spese di assistenza per soggetti non autosufficienti. Quale documentazione è necessaria per certificare tali spese come onere deducibile dal reddito?

R. Le spese sostenute per l’assistenza alle persone non autosufficienti devono risultare da idonea documentazione che può consistere anche in una ricevuta debitamente firmata dall’addetto all’assistenza. La documentazione deve contenere gli estremi anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e di quello che presta l’assistenza. Se la spesa è sostenuta a favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.

Spese per assistenza – Familiare non a carico

D. Ho sostenuto circa 3.000 euro per spese di assistenza permia madre non autosufficiente. Posso dedurre tale somma? Mia madre non risiede con me.

R. Il limite massimo deducibile ammonta a 1.820 euro. Nel caso prospettato può portare in deduzione tale importo in quanto non è necessario essere a carico o convivere con chi sostiene la spesa.

Spese per la retta - Casa di riposo

D. Si possono detrarre le spese per il ricovero di un anziano in una casa di riposo?

R. Per il ricovero di un anziano in un istituto, la detrazione non spetta per la retta di ricovero, ma solo per le spese mediche indicate separatamente nella documentazione rilasciata dall’istituto; invece, se l’anziano è portatore di handicap riconosciuto ai sensi della legge 104/92, sono deducibili dal reddito sia le spese mediche generiche che quelle di assistenza specifica. E’ considerata valida la certificazione dell'istituto di ricovero in cui sia chiaramente specificata ogni voce di spesa.

Spese mediche – Trasporto in ambulanza

D. Vorrei sapere su quale rigo del modello 730/2006 devo inserire le spese sostenute per il trasporto in autoambulanza di un anziano dalla propria abitazione all’ospedale.

R. la Circolare Ministeriale n. 108/E del 3 maggio 1996 al punto 2.4.1 stabilisce che "Non rientra tra le spese mediche per le quali spetta la detrazione d'imposta la spesa sostenuta per il trasporto in ambulanza, mentre lo sono le prestazioni di assistenza medica effettuate durante il trasporto".

Spese mediche – Soggetti a carico

D. Sono fiscalmente a carico di mio marito e comproprietaria di un appartamento di abitazione al 50%. Le fatture mediche rilasciate a mio nome debbo inserirle nel mio 730 quando lo compilo per la casa o nel 730 di mio marito?

R. Avendo Lei percepito nell'anno d'imposta redditi inferiori a euro 2.840,51, in sede di presentazione del modello 730 di suo marito avrà l’opportunità di fruire della detrazione per spese mediche (art. 15 comma 2 Tuir) per il coniuge fiscalmente a carico.

Spese mediche – Spettanza

D. A chi spetta la detrazione per spese mediche sostenute per i figli a carico?

R. Quando l’onere viene sostenuto per i figli a carico, la detrazione spetta al genitore al quale è intestato il documento certificante la spesa. Se il documento fosse intestato al figlio, le spese vanno suddivise tra i due genitori in relazione al loro effettivo sostenimento; se i genitori intendono ripartire le spese in percentuale diversa dal 50 per cento, devono annotare la circostanza sul documento di spesa. Nel caso in cui uno dei due coniugi fosse fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo può considerare l’intera spesa sostenuta ai fini del calcolo della detrazione.

Spese per frequenza asili nido – Asili privati

D. E’ possibile indicare come spesa detraibile la retta di un asilo nido privato?

R. La Finanziaria 2006, comma 335, prevede una detrazione del 19 per cento su un importo massimo di 632 euro annui per ogni figlio per le rette pagate nel 2005 per la frequenza di asili nido. E’ possibile usufruire del beneficio fiscale in relazione a qualsiasi asilo nido, sia pubblico che privato (circolare n. 6/E del 13/02/2006, paragrafo 2.1).

Spese per frequenza asili nido – Ripartizione tra i genitori

D. Le spese sostenute per la frequenza di asili nido, in quale rigo del modello 730 vanno indicate? Le spese sostenute per i figli, vanno divise a metà e indicate sui modelli 730 di entrambi i genitori,o vanno indicate dal solo genitore che lo ha a carico?

R. Per effetto delle disposizioni contenute nell’art. 1 comma 335 della L. 266/2005 (finanziaria 2006), per le spese del 2005 documentate, sostenute dai genitori per il pagamento delle rette di asili nido, spetta una detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento calcolata su un importo complessivo massimo di 632 euro per ogni figlio ospitato. La detrazione del 19% su tali spese, sostenute nell’interesse di un figlio a carico compete in proporzione all’effettivo onere sostenuto da ciascuno dei genitori (generalmente nella misura del 50%), nel caso in cui tali spese siano sostenute interamente da un genitore, (in tal senso è sufficiente un’autocertificazione), lo stesso potrà detrarre tali spese nella propria dichiarazione dei redditi. Tali oneri debbono essere esposti nella prima Sezione, righi E15/E16/E17, codice 28 del Modello 730/2006.

Spese universitarie – Università telematica

D. Nel 2005 mi sono iscritto ad una università telematica ed ho pagato tasse per un importo di circa 1500 €. Posso detrarre queste spese con il Mod. 730? Che documentazione devo allegare?

R. sono detraibili, nella misura del 19%, gli oneri relativi alle spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione secondaria e per corsi universitari, in misura comunque non superiore a quelle stabilite per i corsi statali art 15, comma.1, lett. e), D.P.R. 917/86. Ai fini della detraibilità sarà sufficiente esibire (anche in copia) le quietanze di pagamento rilasciate dall’università.

Spese relative a quote associative ONLUS

D. 1) le quote associative versate ad associazione di volontariato onlus, sono detraibili? 2) le quote versate per acquisto di beni o servizi (Uova dell'A.N.T. o arance A.I.R.C.) sono detraibili? 3) per essere detraibili, il pagamento può avvenire in contanti con ricevuta o deve essere utilizzato un bollettino di conto corrente?

R. si ha diritto alla detrazione per erogazioni liberali in denaro a favore di Associazioni ONLUS, ai sensi dell'articolo 15 del DPR 917 del 1986, per un importo non superiore a 2.065,83 euro, e per contributi associativi di importo non superiore a euro1291,14 versati dai soci alle società di mutuo soccorso che operano esclusivamente nei settori di cui all'articolo 1 L. 3818 del 1886 (al fine di assicurare ai soci stessi un sussidio nei casi di malattia, decesso). L'importo dell'erogazione, che va effettuata esclusivamente tramite banca, ufficio postale, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari, deve risultare da apposita ricevuta rilasciata dalla ONLUS. Le quote versate per l'iscrizione ad associazione di volontariato ONLUS, o per l'acquisto di beni e servizi non sono detraibili.

Spese sanitarie – Ascensore per disabile

D. Sono disabile e ho installato l’ascensore nella mia abitazione; volevo sapere se le fatture per la manutenzione sono detraibili come spese sanitarie.

R. Le spese di manutenzione dell’ascensore non rientrano tra gli oneri per i quali è possibile usufruire della detrazione d’imposta; infatti, come riportato nell’appendice del modello Unico 2006, fra le spese sanitarie rientrano solo quelle per la trasformazione dell’ascensore adattato al contenimento della carrozzella.

Spese sanitarie – Corso pre-parto

D. Sono detraibili le spese per corso pre- parto fatto presso l’ASL?

R. La spesa non rientra tra quelle tassativamente indicate come onere detraibile.

Spese sanitarie – Cure termali

D. In merito alla compilazione della dichiarazione dei redditi gradirei sapere se sono detraibili le cure termali.

R. Le spese sostenute per le cure termali sono detraibili, ai sensi dell’art. 15 del TUIR, al pari delle spese mediche generiche; è necessario, comunque, che le stesse siano state prescritte da un medico. Non sono detraibili, come chiarito dall’Amministrazione finanziariacon risoluzione n. 8/207 del 09/04/1976, quelle spese che rappresentano un costo accessorio, quali ad esempio le spese di viaggio, di albergo e di soggiorno.

Spese sanitarie – Medicinali omeopatici

D. E’ possibile detrarre le spese relative a medicinali omeopatici?

R. Si, è possibile detrarre le spese relative a medicinali omeopatici.

Spese sanitarie – Montatura occhiali

D. Sono detraibili le spese per “montatura occhiali da vista”?

R. Le spese concernenti sia l’occhiale da vista completo di lenti, sia l’approntamento dei rispettivi occhiali, se prescritto da un medico o se effettuato da un ottico optometrista sono detraibili. Qualora l’acquisto di occhiali sia effettuato senza la prescrizione medica, occorre l’attestazione rilasciata dall’ottico dalla quale risulti la necessità dell’acquisto per sopperire a una patologia. Non sono detraibili le spese per l’impiego di metalli preziosi nella montatura di occhiali.

Spese sanitarie – Occhiali da vista (1)

D. Vorrei sapere se l'acquisto di occhiali da vista con relativa prescrizione dello specialista, rientra tra le spese sanitarie che danno diritto alla relativa detrazione del 19%?

R. Sulla spesa sostenuta per l’acquisto di occhiali da vista su prescrizione medica spetta la detrazione del 19% prevista per le spese sanitarie. Si ricorda che, con circolare n. 14 del 1981 parte 2, l’Amministrazione finanziaria ha precisato che non si ha diritto alla detrazione sulla spesa sostenuta per l’acquisto della montatura, nel caso in cui per essa siano utilizzati metalli preziosi.

Spese sanitarie – Occhiali da vista (2)

D. La spesa per gli occhiali da vista e’ detraibile?

R. Come previsto dalle istruzioni alla dichiarazione dei redditi, la spesa sostenuta per l’acquisto di occhiali da vista è interamente detraibile sia per la parte relativa alle lenti che per la montatura. Per la detrazione è necessario che ci sia la richiesta dell’oculista oppure l’attestazione sulla fattura da parte dell’ottico che l’acquisto della protesi (occhiali) serve per sopperire a una patologia del contribuente o dei suoi familiari a carico (circolare 12/05/2000, n. 95/E).

Spese sanitarie – Ripartizione

D. Nel caso di deduzione per figlio a carico suddivisa al 50% tra i due genitori, anche le spese mediche del figlio vanno ripartite nella stessa misura?

R. Il riparto della deduzione per figlio a carico al 50 per cento tra i due genitori indica che le spese relative al mantenimento del figlio sono state sostenute da tutti e due i soggetti, ma questo non implica che ogni spesa debba essere ripartita in pari misura tra i due. L’onere va ripartito nella proporzione in cui è stato effettivamente sostenuto. In questo caso, deve essere indicato sul documento comprovante l’onere la percentuale di ripartizione.

Spese sanitarie – Diverse tipologie

D. Ho 4 diversi tipi di spese e precisamente: 1) scontrini farmacia per medicine, 2) ricevuta di una visita specialistica da un privato, 3) tre ticket pagati per visite e analisi alla USL, 4) scontrini per acquisto occhiali e lenti a contatto. Come vanno inseriti nel modello 730, alla voce spese sanitarie (quadro E)? Vanno forse in colonne diverse? Dove vanno le spese per materiale ottico?

R. Le tipologie di spese sanitarie descritte nel quesito vanno sommate ed inserite tutte nel quadro “E”, rigo 1, colonna 2, così come indicato a pag. 19 e 20 delle istruzioni al modello 730/2006.

Spese sanitarie – Assistenza ospedaliera

D. Le fatture per spese di assistenza ospedaliera di base sostenute, dopo la morte del contribuente, dall'unica figlia dello stesso, rientrano tra le spese sanitarie detraibili nella dichiarazione dei redditi della figlia del contribuente (unica erede legittima)?

R. Nel caso prospettato dato che le spese sanitarie dopo il decesso sono state sostenute da un erede legittimo che subentra nei crediti e debiti del defunto, le stesse possono essere portate in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi come chiarito dalla circolare n. 122 del 1/6/1999 al punto 1.1.4.

Spese sanitarie – Ticket medicinali

D. Posso detrarre i ticket dei medicinali pagati alla farmacia, anche in assenza della prescrizione medica trattenuta dalla farmacia stessa?

R. Il costo dei medicinali è detraibile se documentato dallo scontrino della farmacia (anche per il solo importo del ticket) e dalla prescrizione medica. In assenza della prescrizione, il contribuente può avvalersi della detrazione autocertificando che i medicinali di cui agli scontrini sono stati acquistati per esigenze sanitarie proprie e dei propri familiari a carico.

Spese sanitarie – Psicoterapia

D. E’ prevista la possibilita’ di detrarre le spese sostenute per sedute di psicoterapia?

R. Rientrano tra le spese sanitarie detraibili le spese per prestazioni mediche specialistiche sostenute per sedute di psicoterapia rese da medici specialisti o da psicologi iscritti all'albo.

Spese universitarie – Master

D. Le spese per la partecipazione ad un master universitario rientrano tra le spese di istruzione detraibili in sede di dichiarazione dei redditi?

R. L’Amministrazione finanziaria nella circolare n. 101 del 2000, punto 8.2, ha chiarito che “i costi per la frequentazione di master danno diritto alla detrazione d'imposta, nei limiti del 19%, qualora, per durata e struttura dell'insegnamento, gli stessi siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, e sempre che siano gestiti da istituti universitari, pubblici o privati. Per quanto riguarda i master gestiti da università private, la detrazione spetta per un importo non superiore a quello stabilito per tasse e contributi versati per le analoghe prestazioni rese da istituti statali italiani”.

Spese veterinarie – Ticket dei medicinali

D. Si possono detrarre nel modello 730, tra le spese veterinarie, i ticket dei medicinali per gli animali?

R. La detrazione del 19%, nel limite massimo di 387,34 euro per la parte che eccede 129,11 euro, per tutte le spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti.

Spese funebri - Importo massimo

D.Vorrei sapere se il limite per la deducibilita’ delle spese funebri e’ di 1.549,37 per ogni erede con dichiarazione dei redditi diversa o e’ il limite totale.

R. Per ciascun decesso può essere indicato un importo non superiore a 1.549,37 euro. Tale importo è da intendersi complessivo e non riferito a ogni erede.

Spese funebri – Sostenute dal nipote

D. Essendo unico familiare ed erede di mio zio materno, mi spettano le detrazioni per spese funebri?

R. Nelle istruzioni alla compilazione della dichiarazione dei redditi, nel quadro RP, è precisato che danno diritto alla detrazione del 19% del loro ammontare le spese funebri sostenute per la morte di familiari compresi tra quelli elencati nella PARTE III, capitolo 5 “Familiari a carico”, più precisamente: il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati), il coniuge legalmente ed effettivamente separato, i discendenti dei figli, i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi), i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle (anche unilaterali), i nonni e le nonne (compresi quelli naturali). Pertanto non risulta possibile fruire delle detrazioni sulle spese funebri sostenute per lo zio defunto.

Spese funebri – Sostenute dal genero

D. Posso detrarre la spesa per il funerale del suocero?

R. Sono detraibili al 19 per cento le spese funebri sostenute per il decesso dei familiari indicate nell’articolo 433 del Codice civile, degli affidati e affiliati (articolo 15, comma 1, lettera d, del Dpr n. 917/86); nell’elenco rientrano pertanto anche i suoceri.

Spese funebri – Sostenute per familiare non a carico

D. Posso detrarre le spese funebri sostenute per la morte di un genitore anche se non a mio carico?

R. In base al comma 1, lettera d), dell’articolo 15 del Dpr 917/86, la detrazione spetta per le spese funebri sostenute in dipendenza della morte di persone indicate nell’articolo 433 del Codice civile, tra cui sono indicati i genitori.

Spese funebri – Traslazione della salma

D. Le spese funebri sostenute per necessità igienico-sanitarie dopo due anni dal seppellimento di un congiunto, possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi?

R. La traslazione della salma non può essere considerata spesa funeraria di cui all’articolo 15, comma 1, lettera d), del Tuir. L’Amministrazione finanziaria, nella circolare 25/5/1979, n. 26, ha precisato che l’onere, per essere detraibile, deve rispondere a un criterio d’attualità rispetto all’evento cui è finalizzato.

Spese funebri – familiare non a carico

D. Posso dedurre le spese per il funerale di mio padre (la fattura e’ a mio nome) tenuto conto che non era un mio familiare a carico e non era un soggetto obbligato alla presentazione del 730?

R. Le spese funebri per il genitore, anche non fiscalmente a carico, possono essere portate in detrazione entro il limite di euro 1.549,37.

Spese di istruzione – Retta di scuola privata

D. Ho iscritto mio figlio a una scuola privata, posso detrarre la retta scolastica nella dichiarazione dei redditi?

R. L’articolo 15, comma 1, lettera e) del D.P.R. 917/86, prevede che le spese di istruzione sostenute nel 2005, per la frequenza di corsi di istruzione secondaria, universitaria, di perfezionamento e/o specializzazione universitaria, tenuti presso istituti o università italiane o straniere, possano essere detratte in misura non superiore a quella stabilita per le tasse degli istituti statali.

Il beneficio spettante sarà dunque pari al 19% della tassa che sarebbe stata sostenuta in un istituto non privato, mentre la retta non risulta detraibile ai fini IRPEF.

Spese di istruzione – Master privato

D. Frequento un master in amministrazione finanza e controllo organizzato da una societa’ privata e vorrei sapere se posso detrarre dalla prossima dichiarazione dei redditi (modello Unico o 730) il costo del master fatturato.

R. I costi per la frequenza di master danno diritto alla detrazione nei limiti del 19% qualora, per durata e struttura dell'insegnamento, siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione e siano gestiti da istituti universitari pubblici o privati (circ. 19/05/2000, n. 101).

Spese di istruzione – Corso TOEFL

D. Può essere indicato tra gli oneri detraibili, nelle spese per istruzione, la tassa pagata per il conseguimento dell'attestazione della conoscenza della lingua inglese - toefl (test of english as a foreign language) obbligatorio ai fini del conseguimento dell'esame di laurea presso il politecnico di Milano - facoltà di ingegneria?

R. La spesa sostenuta non è detraibile. Le uniche spese di istruzione ammesse in detrazione sono infatti quelle sostenute per la frequenza di corsi di istruzione secondaria, universitaria, di perfezionamento e/o specializzazione post - universitaria e non anche quelle sostenute per corsi su singole materie.

Spese di istruzione – Scuola privata ONLUS

D. I miei figli frequentano una scuola privata che risulta essere una Onlus. E’ possibile detrarre, nel rigo E24 del mod. 730, le quote versate alla scuola per la frequenza?

R. Nel rigo E24 del mod. 730/2006 vanno indicate, utilizzando il codice “3”, esclusivamente le erogazioni liberali, in denaro o in natura, effettuate in favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, di associazioni di promozione sociale e di alcune fondazioni ed associazioni riconosciute. Le spese di istruzione non rientrano in alcun modo in tali fattispecie e, pertanto, non possono essere considerate oneri deducibili da indicare nel suddetto rigo. Se le spese da lei sostenute sono relative alla frequenza di corsi di istruzione secondaria potrà comunque indicarle, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi in un corrispondente istituto pubblico italiano, al rigo E13 del mod. 730 ed usufruire, quindi, della detrazione d’imposta del 19 per cento.

Spese universitarie – Università libere

D. Frequento il secondo anno (in corso) di economia alla Bocconi e pago circa 4.000 euro di tasse. Dato che non posso portare in detrazione tale cifra, ma una non superiore a quella delle università statali, come faccio a determinare tale importo?

R. Le tasse e i contributi corrisposti dagli studenti iscritti ai corsi di laurea delle Università libere, sono detraibili nella misura prevista per identico o affine corso di laurea tenuto presso una Università Statale esistente nella stessa città sede dell’Università libera o, qualora mancasse, in una città della stessa regione (circ. n. 11 del 23 maggio 1987).

Spese ammissibili – Imposte di successione

D. Le spese pagate per la successione possono essere considerate oneri deducibili o detraibili?

R. Le imposte di successione non rientrano né tra gli oneri deducibili di cui all’art. 10 del TUIR n. 917/86, né tra quelli che generano detrazione d’imposta ai sensi dell’art. 15 (ex art. 13-bis) del medesimo TUIR.

Spese frequenza asili nido

D. Avendo spese relative alla frequenza di asili nido si chiede dove debbano essere indicati nel modello 730 in quanto a pag. 23 delle istruzioni, al capitolo “altri oneri per i quali spetta la detrazione” le istruzioni riportano: “in questi righi devono essere riportati solamente gli oneri contraddistinti dai codici da 15 a 27...”.

A pag. 25, però, tali spese sono contraddistinte dal codice 28.

R. Si tratta probabilmente di un refuso; a pag. 23 delle istruzioni del modello 730 la cifra 27 deve intendersi 28.

Ciò è confermato dalle istruzioni del modello Unico 2006, pag. 35, dove nel capitolo “Altri oneri per i quali spetta la detrazione” è inserito il codice esatto.

Spese universitarie – Collegi universitari

D. E’ possibile detrarre il costo del collegio universitario dal 730?

R. Le spese universitarie detraibili sono i costi per la frequenza ai corsi e non quelle relative ad alloggio e vitto presso collegi.

Spese sanitarie – Cure termali

D. E’ possibile detrarre le spese mediche per cure termali?

R. Si. E’ possibile fruire della detrazione perché rientrano tra le spese mediche generiche con obbligo di prescrizione medica.

Spese per alberghi e ristoranti (reddito di lavoro autonomo)

D. In che misura sono deducibili le spese sostenute dal professionista per alberghi e ristoranti?

R. Ai sensi dell'art. 54 comma 5 D.P.R. n. 917 le spese relative alle prestazioni alberghiere e per la somministrazione di alimenti e bevande nei pubblici esercizi sono deducibili entro il limite del 2% dei compensi percepiti dal professionista nel periodo di imposta.

Trasferimenti di denaro Modulo RW - Trasferimenti di denaro inferiori a euro 12.500

D. Vorrei sapere se nella compilazione del quadro W vanno indicati i trasferimenti di danaro inferiori a euro 12.500,00 effettuati dall'Italia su un c/c estero, danaro che viene utilizzato per pagare le utenze/spese condominiali della casa di proprietà situata all'estero e che viene utilizzata come casa di vacanza.

R. Ai sensi del d.l. 28 giugno 1990 n. 167, nel quadro RW devono essere dichiarati: i trasferimenti da e verso l'estero di denaro, senza il tramite di intermediari residenti, se l'ammontare complessivo nel corso del periodo d'imposta sia stato superiore a euro 12.500,00 (sommando quelli dall'estero con quelli verso l'estero).

Comunque, in generale, il denaro utilizzato per le spese condominiali non è da considerare fra i trasferimenti che hanno "interessato" l’investimento all'estero (cioè l'immobile).

Versamenti, ravvedimento, rimborsi, codici tributo, maggiorazioni Acconti – Calcolo

D. Come faccio a stabilire se sono tenuto a versare l’acconto Irpef per l’anno 2006?

R. Per stabilire se è dovuto o meno l’acconto Irpef per l’anno 2006 occorre controllare l’importo indicato nel rigo RN23 della dichiarazione relativa ai redditi 2005 e, se questo importo non supera 51,65 euro, l’acconto non è dovuto, mentre, se risulta pari o superiore a 52 euro, si deve versare il 99% di detta somma con le seguenti modalità:

  • in unica soluzione entro il 30 novembre 2006, se l’importo dovuto è inferiore a 257,52 euro
  • in due rate, di cui la prima nella misura del 40% entro il 20 giugno 2006 ovvero entro il 20 luglio 2006 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse; la seconda rata, pari al restante 60%, deve essere versata entro il 30 novembre 2006, qualora l’importo dovuto sia pari o superiore a 257,52 euro.
Acconto – Inferiore a quanto stabilito

D. L’acconto puo’ essere inferiore a quanto stabilito mediante ricorso all’applicazione del 99% sul rigo differenza dell’UNICO 2006 per il 2005?

R. Se si prevede (ad esempio, per effetto di oneri sostenuti nel 2006 o di minori redditi percepiti nello stesso anno) una minore imposta da dichiarare nella successiva dichiarazione, è possibile determinare gli acconti da versare sulla base di tale minore imposta presunta.

Addizionale comunale e regionale

D.Vorrei sapere in che sezione sul mod. f24 devo esporre gli importi per pagare rispettivamente l'addizionale comunale e regionale.

R. L’importo relativo all’addizionale regionale va inserito nella sezione Regioni, mentre quello relativo all’addizionale comunale va inserita nella sezione enti locali indicando il codice 99 nel campo codice comune.

Anno di riferimento – Errato

D. Ho effettuato il pagamento (compensazione) dell’acconto Irpef (con modello F24, cod. 4033) per l’anno corrente indicando erroneamente il 2005. Cosa devo fare per comunicare la corretta imputazione?

R. Per correggere il periodo di riferimento indicato nel modello F24, è sufficiente presentare un’istanza di rettifica ad uno qualsiasi degli uffici locali dell’Agenzia delle entrate. Il facsimile dell’istanza è allegato alla circolare n. 5 del 2002, reperibile anche su www.agenziaentrate.gov.it

Codici tributo - Rivalutazione beni

D. Quali codici tributo bisogna utilizzare per versare gli importi relativi alla imposta sostitutiva per la rivalutazione dei terreni?

R. Come previsto dalla Risoluzione n. 75/E del 25 maggio 2006 dell’Agenzia delle Entrate i nuovi codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono il codice 8055 per la rivalutazione delle partecipazioni e il codice 8056 per la rivalutazione dei terreni edificabili.

Codice tributo – Sostituti d’imposta

D. Qual e’ il codice da utilizzare per il pagamento relativo a sanzioni pecuniarie in materia di Irpef, addizionale comunale, addizionale regionale, sugli stipendi dei lavoratori dipendenti?

R. Le violazioni commesse dal sostituto d’imposta, relative al mancato o tardivo versamento delle ritenute Irpef e delle addizionali regionale e comunale, possono essere regolarizzate avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del Dlgs 472/1997. A tal fine, il sostituto d’imposta dovrà versare la sanzione utilizzando il codice tributo 8906 (“Sanzione pecuniaria sostituti d’imposta”), mentre gli interessi, nella misura del 2,5 per cento annuo, calcolati per i giorni di ritardo, dovranno essere versati unitamente al codice tributo previsto per ciascun tipo di ritenuta oggetto di ravvedimento.

Compensazione – Rimborso

D. In Unico posso compensare parte del credito in F24 e chiedere la restante somma a rimborso in RX1 col. 3?

R. E’ possibile scegliere liberamente la ripartizione dell'eventuale credito risultante dal modello Unico, compensandolo anche solo in parte in F24 e chiedendo la restante parte a rimborso.

Credito dichiarazione precedente – Compensazione

D. Ho un credito di circa 2.000 euro che scaturisce dalla dichiarazione per l’anno 2005. Posso utilizzarlo contemporaneamente per pagare gli acconti della stessa imposta e per fare compensazioni con diverse imposte a debito col modello F24?

R. E’ possibile utilizzare gli importi a credito, non chiesti a rimborso, sia in diminuzione degli importi a debito della stessa imposta, sia per pagare altre imposte (ai sensi del Dlgs n. 241 del 1997), utilizzando il modello F24.

Quindi, a maggior chiarimento, si ribadisce che è possibile utilizzare il credito in diminuzione degli acconti dovuti per il periodo di imposta successivo per la medesima imposta da cui deriva il credito senza presentare il modello F24, mentre per l’utilizzo del credito per compensare altre imposte dovute è necessaria la compilazione del modello F24, indicando il credito usato nella colonna “importi a credito compensati”.

Importo minimo

D. Qual è l’importo minimo per i versamenti IRPEF?

R. La Finanziaria per il 2006 (Legge n. 266 del 2005), al comma 137 dell’art. 1 ha previsto che l’importo minimo per effettuare versamenti in sede di dichiarazioni dei redditi non va effettuato se di ammontare non superiore a 12 Euro.

Imposte sostitutive – Versamento eccedente

D. Vorrei sapere come va evidenziato, nel modello unico persone fisiche, il maggior versamento di imposta sostitutiva per nuove iniziative produttive, codice tributo 4025, e come procedere alla compensazione in F24.

R. Il maggior versamento dell’imposta in questione va evidenziato nel rigo RX11, colonna 2, e poi riportato a colonna 4 per poter essere usato in compensazione nel modello F24. Al momento di procedere alla compensazione, il credito, nella sezione erario, va esposto con il codice tributo 4025.

Maggiorazione – Studi di settore – Adeguamento

D. In caso di adeguamento agli studi di settore, se la maggiorazione e’ superiore al 10% dei ricavi o compensi annotati nelle scritture contabili, con quale modalita’ si deve versare una maggiorazione del 3%?

R. La risoluzione del 24/05/2005, n. 66 ha istituito i codici tributo della maggiorazione del 3% per adeguamento agli studi di settore, introdotto dalla legge 30/12/2004 n. 311 (legge finanziaria 2005). Il codice 4726 è per le persone fisiche mentre il codice 2118 è per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Il versamento va eseguito su Modello F24.

Mancato versamento acconto Irpef – Modalità

D. Non ho pagato l’acconto Irpef di novembre. Cosa devo fare?

R. Il mancato adempimento relativo al versamento della seconda rata di acconto Irpef può essere regolarizzato utilizzando l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del Dlgs 472/1997.

In linea generale, si precisa che, se il versamento è effettuato entro 30 giorni dalla scadenza, la sanzione è pari al 3,75 per cento della somma non versata, mentre, decorso il suddetto termine (ma entro la scadenza per la presentazione della dichiarazione), la sanzione è del 6 per cento. Unitamente all’imposta sono dovuti gli interessi al tasso legale annuo del 2,5 per cento, determinati con riferimento ai giorni di ritardo.

Omessa dichiarazione – Anno imposta 2004

D. E’ possibile utilizzare il ravvedimento operoso per una dichiarazione omessa relativa all’anno di imposta 2004?

R. E’ possibile avvalersi del ravvedimento operoso per sanare la violazione relativa all’omessa presentazione di dichiarazione entro il termine di 90 giorni dalla scadenza prevista. Pertanto, essendo decorso inutilmente il suddetto termine, non è possibile regolarizzare tale inadempimento. Per completezza informativa si precisa che, ai sensi dell’articolo 2, comma 7, Dpr 322/1998, “sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza del termine, salva restando l’applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Le dichiarazioni presentate con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, ma costituiscono comunque titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in essa indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d’imposta”.

Rimborsi – Incasso da parte di erede

D. Come e’ possibile incassare un rimborso intestato ad un soggetto deceduto?

R. L’erede deve recarsi all'ufficio dell’Agenzia delle entrate competente (rispetto alla residenza del defunto per l’anno cui si riferisce il rimborso) con documentazione che attesti la qualità di erede o, in presenza di più eredi, con la delega degli altri coeredi. L'ufficio rilascerà il documento con cui recarsi all'ufficio postale per la riscossione.

Rimborso spese sanitarie – Reddito inferiore a “no tax area”

D. Nel corso del 2005 ho percepito un reddito di poche migliaia di euro relativamente al quale, dopo aver calcolato la deduzione per la progressivita’ dell’imposizione, non risultano dovute imposte. Volevo chiedervi se, nonostante non debba pagare imposte e non abbia subito ritenute, sia comunque possibile usufruire del rimborso del 19% delle spese mediche da me sostenute.

R. Le spese sanitarie danno diritto ad usufruire di una detrazione, pari al 19% del loro ammontare, dall’imposta lorda calcolata sui redditi prodotti nell’anno. Il rimborso si origina quando l’imposta netta, che scaturisce dall’applicazione di dette detrazioni, risulta inferiore alle ritenute subite o ad eventuali acconti versati. Nel caso prospettato, in presenza di un reddito che non supera i limiti della “no tax area”, sul quale quindi non sono dovute imposte, ed in assenza di ritenute subite o di acconti versati, non sarà possibile usufruire di alcun rimborso derivante dalle detrazioni per le spese sanitarie sostenute.

Saldo – Importo minimo

D. Devo versare 8 euro di saldo Irpef?

R. A partire dal 1° gennaio 2006, il versamento minimo da effettuarsi è pari a 12 euro.

Sanzione - Dichiarazione non presentata - Modello Unico

D. E’ plausibile utilizzare il ravvedimento per una dichiarazione dei redditi ai fini Irpef non presentata? E in caso affermativo quali sono le modalità?

R. E’ possibile regolarizzare una dichiarazione non presentata nei termini, presentandola entro 90 giorni, con contestuale pagamento della sanzione di 32,00 euro, con il codice tributo 8911.

Si precisa che le dichiarazioni presentate con un ritardo superiore a 90 giorni si considerano omesse, ma costituiscono, comunque, titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in esse indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d’imposta (Dpr n. 322/1998, articolo 2).

Sanzioni – Oltre i termini

D. Nel caso in cui non sono stati effettuati i pagamenti delle imposte RISULTANTI dal modello Unico entro la fine di luglio, quali sanzioni sono applicabili per il versamento oltre tale scadenza?

R. Nel caso non si riesce a versare quanto dovuto a saldo entro il 20 luglio (la cui somma deve essere comprensiva della maggiorazione dello 0,40%), c’è la possibilità di avvalersi dell’istituto del ravvedimento. Infatti, è possibile versare la sanzione ridotta pari al 3,75% se il versamento viene effettuato entro 30 giorni dalla predetta scadenza o del 6% entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa l’infrazione. Gli interessi dovuti per la tardività, vanno versati cumulativamente con il tributo e calcolati al tasso legale, attualmente del 2,5% annuo.

Sanzioni ridotte - Dichiarazione d’intento – Presentata in ritardo

D. Devo inviare con 2 mesi di ritardo una dichiarazione di intento. Ho letto che se entro l'anno regolarizzo la posizione ho delle sanzioni ridotte. A quanto ammontano le sanzioni e qual e’ il relativo codice tributo?

R. La circolare n. 41/E del 26/09/2005, al paragrafo 5.5, consente di regolarizzare l’omessa o errata comunicazione d’intento attraverso l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del Dlgs 472/1997. Pertanto, una volta decorso il termine per inviare la comunicazione il cedente/prestatore, sempre che non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche, di cui abbia avuto formale conoscenza, può avvalersi del ravvedimento, inviando la comunicazione precedentemente omessa ovvero la comunicazione corretta e versando la sanzione ridotta a 1/5 del minimo. La misura della sanzione ridotta è pari a 51,00 euro (1/5 di 258,00) in assenza di forniture all’esportatore abituale; oppure il 20 per cento dell’Iva non applicata alle forniture effettuate nei confronti dell’esportatore, con un minimo di 51,00 euro. Il termine per la regolarizzazione è di un anno e il codice tributo della sanzione è “8904”.

Termini di versamento – Entro la presentazione della dichiarazione

D. Vorrei sapere se posso versare il saldo Irpef entro il termine di presentazione della mia dichiarazione.

R. Se trasmette la dichiarazione cartacea tramite banca o posta dal 2 maggio al 31 luglio ovvero in via telematica entro il 31 ottobre, può versare entro il 20 giugno senza maggiorazione alcuna, dal 21 giugno al 20 luglio con la maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo. Può anche versare successivamente avvalendosi del ravvedimento operoso, e cioè: entro 30 giorni dalle scadenze indicate pagando il 3,75 per cento dell’importo dovuto a titolo di sanzione più gli interessi del 2,5 per cento con maturazione giorno per giorno; se versa oltre i 30 giorni, la sanzione dovuta è pari al 6 per cento.